“Pizzicato” dai vigili con la presunta prostituta in area vietata, pensionato mestrino vince il ricorso e ottiene l’annullamento della multa di 350 euro. Adico: “le norme sulla sicurezza sono materia dello Stato”

Mestre. E’ consentito multare un cittadino “sorpreso” mentre fa scendere dall’auto una persona che “per abbigliamento, atteggiamento e attività comportamentali” manifesta l’intenzione di svolgere l’attività di prostituta in un’area vietata, come previsto in alcune zone mestrine dall’articolo 49 octies del regolamento di Polizia Urbana? Secondo il Giudice di Pace di Venezia, no, non è consentito farlo. E’ questo, in sintesi, il contenuto della sentenza numero 131 del 2023 ma pubblicata poco tempo fa e scaturita a seguito del ricorso di un pensionato mestrino classe 1949, già socio Adico, che assistito nella prima fase di consulenza dall’associazione, ha portato a casa un risultato che potremmo definire storico e che potrebbe aprire la strada ad altri ricorsi simili.

Il fatto risale addirittura a luglio 2018 anche se l’ingiunzione di pagamento di 350 euro è di aprile 2020. Secondo quanto contestato dalla Polizia Municipale al pensionato “lo stesso contattava soggetto che per atteggiamento, abbigliamento e attività comportamentali manifestava l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali. Il soggetto veniva identificato. Il conducente del veicolo veniva sorpreso mentre faceva scendere dall’auto una meretrice di nazionalità cinese già nota a codesto comando”.  

L’uomo, dunque, ha subito deciso di presentare ricorso e, come socio Adico, ha usufruito di una consulenza in merito e si è poi “difeso” da solo asserendo di aver dato un passaggio alla signora in questione senza sapere che esercitasse il meretricio.

Naturalmente, al di là dell’esistenza o meno della buona fede, il pensionato mestrino nella propria memoria difensiva ha puntato l’indice su un altra questione, ovvero il succitato articolo 49 octies del comune di Venezia che recita così: “E’ vietato a chiunque, su suolo pubblico o aperto al pubblico, contattare soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che, per l’atteggiamento, per l’abbigliamento o per altre modalità comportamentali, manifestino comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali, nonché concordare prestazioni con gli stessi sulla pubblica via. Le aree in cui vige tale divieto vengono individuate con deliberazione di Giunta comunale”.

Secondo il ricorrente, infatti, la materia trattata dall’articolo attiene in realtà all’ordine e alla sicurezza pubblica la cui regolamentazione è riservata allo Stato. Il Giudice di Pace, assecondando la richiesta di annullamento del pensionato, ha poi tirato in ballo la sentenza 115/2011 della Corte Costituzionale che, per quanto riguarda materie proprio di competenza dello Stato, limita il potere dei sindaci ai soli casi “contingibili e urgenti” e i relativi provvedimenti devono essere perciò “provvisori e temporanei”.  Ma è chiaro che un articolo che rientra nel regolamento di Polizia Urbana non possa essere considerato né provvisorio né temporaneo. E così, grazie ai consigli di Adico e alla tenacia del pensionato, la multa è stata annullata.

“Abbiamo deciso di raccontare questa curiosa vicenda – spiega Carlo Gaofolini, presidente dell’associazione dei consumatori – in primo luogo per rendere nota la sentenza ai cittadini visto che qualcuno potrebbe essere incappato nella stessa identica sanzione, ritenuta illegittima dal Giudice di Pace. E’ importante sottolineare anche l’ottimo risultato di un socio che, partendo dalla nostra consulenza, si è mosso poi in modo autonomo ottenendo un esito inatteso e per nulla scontato che soddisfa anche chi, come noi, ha fornito alcuni consigli che si sono rivelati utili all’annullamento della multa”.    

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