Nel 2022 si è abbattuta con una furia da anni 80 contro i poveri consumatori, alle prese con stipendi bloccati da anni o pensioni da fame. E in tre anni ha ridotto all’osso il potere d’acquisto delle famiglie, costrette a inventarsi nuove strategie di spesa o a intaccare fino all’osso i propri risparmi per sopravvivere. D’altra parte, è sufficiente entrare nel portale del ministero dell’Impresa e del Made in Italy ed elaborare i dati provinciali sui prezzi di prodotti di prima necessità, ortaggi e servizi alla persona per inquadrare al meglio l’impatto dei rincari sul portafoglio. Adico lo ha fatto perla provincia di Venezia, rilevando con i numeri quanti in molti avevano provato sulla propria pelle o, meglio, sul proprio conto in banca.
Secondo quanto emerge dalle rilevazioni del Ministero, nel 2024 rispetto all’anno precedente alla super-inflazione, il 2021, i prezzi dei prodotti alimentari di largo consumo nel Veneziano sono cresciuti del 20%, quelli degli ortaggi del 19 e, i servizi alla persona del 16,7%.
Volendo fotografare con numeri “assoluti” il traumatico trend di aumenti, prendendo l’intero paniere proposto nel portale goverbnativo si ottengono risultati emblematici. Vediamo.
Riempendo il carrello con prodotti alimentari di largo consumo – 42 prodotti che vanno dal pane alla farina, dall’acqua al latte, dal prosciutto all’olio, dal caffè per quantitativi corrispondenti a una confezione “normale” – nel 2021, prendendo in considerazione i prezzi medi – il consumatore ha speso 272,68 euro, contro i 326,98 euro. Insomma, in pochi anni quel paniere costa 54,30 euro in più (+20%). Per quanto riguarda gli ortaggi, considerando anche in questo caso quelli più richiesti (35in tutto) la spesa complessiva passa da 103,06 euro a 122,47 19,41 euro in più). Andando ad analizzare infine i servizi alla persona – dai servizi in lavanderia alla riparazione dell’auto, dai rifiuti solidi alle prestazioni mediche come l’oculista, il dentista, il ginecologo – il costo dell’intero “pacchetto” arriva a 1,725,54 euro, contro i 1.478 euro del 2021 (surplus di 246,63 euro).
Insomma, come conferma Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, “dopo questo periodo di inflazione ai cittadini non resta altro che leccarsi le ferite. Parliamo in particolare di quel ceto medio con particolare ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, che oltre a pagare il 90% dell’Irpef e quindi a sostenere il welfare, sono tagliati fuori da tutti i benefici riservati alle situazioni più estreme. Cosa ci aspetta nel 2025 è già ampiamente previsto e prevedibile. L’anno pedaggi, ancora carrello della spesa, che non ha mai smesso di crescere e, purtroppo, luce e gas come abbiamo raccontato noi in un recente articolo pubblicato nel sito e che racconta come guerre e speculazioni potrebbero costare agli utenti veneziani quasi 250 euro in più in un anno rispetto al periodo precedente. Insomma, andando avanti di questo passo dovremmo affrontare la tempesta perfetta”.