Da quando lo spid è entrato ufficialmente in vigore, operativamente nel 2015, Adico ha sempre denunciato i tanti inghippi di un sistema tecnologico che taglia fuori una fetta consistente di popolazione, quella più anziana. Così, se l’identità digitale in poco tempo è divenuto strumento abbastanza (ma non più di abbastanza) agevole per i più giovani, esso rappresenta e continua a rappresentare un incubo per le persone di una certa età molte delle quali si rivolgono ai nostri uffici per chiedere assistenza sia per l’attivazione che per il suo utilizzo.
Ebbene ora lo spid di Poste Italiane – ricordiamo che lo si può richiedere anche ad altre aziende ma da sempre a pagamento – dall’1 gennaio non sarà più gratuito come dire, oltre al danno ecco la famosa beffa.
“Sappiamo che ormai alle Poste si paga e si compra di tutto – attacca Carlo Garofolini, presidente di Adico – e gli utenti devono confrontarsi con una vera e propria azienda che chiede soldi anche pere l’aria che si respira. Si sperava che questo servizio di fatto ormai imposto dall’era tecnologica rimanesse gratuito almeno alle Poste Italiane, invece, eccoci qui, con un nuovo balzello, l’ennesimo del 2026. Ci domandiamo se chi tiene in mano le redini del nostro Paese si sia o meno accorto che ormai lavoratori e pensionati non ce la fanno proprio più. Ma non è un modo di dire per fare semplice e facile demagogia. E’ proprio la realtà. Continui aumenti di prezzi contro salari fermi al palo e rivalutazioni pensionistiche pressoché ridicole. Qui si rischia il default”.
Proponiamo qui di seguito l’articolo de Il Fatto Quotidiano.it che contiene le notizie e le informazioni relative a questa tematica
Lo Spid di Poste italiane è diventato a pagamento. Finora il servizio di identità digitale era stato totalmente gratuito, ma con l’arrivo del nuovo anno la regola è cambiata. Per i nuovi iscritti i primi 12 mesi saranno gratuiti. Successivamente si pagheranno 6 euro all’anno.
Per chi ha già lo Spid come funziona? I possessori del servizio di identità digitale dovranno versare la quota entro trenta giorni dalla scadenza mensile, oppure fare il recesso senza oneri aggiuntivi. Attenzione: se non si rispetta la scadenza, lo Spid sarà sospeso fino a quando non sarà saldato il conto. Ci sono alcune eccezioni. Il servizio digitale è gratuito per i cittadini minorenni, i cittadini con almeno 75 anni di età, i cittadini italiani residenti all’estero e i titolari di Spid per uso professionale.
L’annuncio della novità riguardante lo Spid di Poste italiane è arrivato via mail agli utenti, ed è stato pubblicato sulla pagina ufficiale dedicata al servizio. Nelle Condizione economiche aggiornate all’1 gennaio 2026 si legge che lo Spid “è gratuito per il primo anno” e che “ad ogni rinnovo annuale è previsto il pagamento”. La data del rinnovo è riportata nella propria area personale o sull’app dedicata.
È bene sottolineare che, qualora la quota di 6 euro non fosse saldata entro i 30 giorni stabiliti dalla legge, lo Spid sarà sospeso temporaneamente. Il servizio di identità digitale sarà attivo, ma non si potrà accedere ai servizi che richiedono lo Spid. La sospensione può durare un massimo di due anni esatti. Dunque, chi si dimentica di pagare avrà 24 mesi per versare 6 euro e recuperare il servizio. Qualora lo Spid scadesse sarà necessario crearne un altro.
Poste Italiane ha chiarito che è possibile recedere entro 30 giorni dalla scadenza del contratto senza costi aggiuntivi e scegliere un altro fornitore di Spid. Per effettuare il pagamento si passa attraverso la pagina internet dedicata creata dalle Poste. Sarà necessario inserire il codice fiscale e l’indirizzo mail utilizzato per la creazione del servizio.
Una volta inseriti i dati richiesti dal sistema, si potranno versare i 6 euro attraverso un pagamento elettronico. Per chi non ha possibilità o la dimestichezza nel pagare online è possibile recarsi in ufficio postale e saldare la somma allo sportello.
3 risposte
Inutile lottare contro poste italiane quindi chi ha la CIE(carta di identità elettronica)o la CNS (carta nazionale dei servizi)o tessera sanitaria per adesso e gratuita e del governo quindi pensateci bene.
La criticità è che, per chi possiede un conto BancoPosta e lo gestisce tramite l’app “Poste Italiane”, l’operatività completa di fatto resta legata a PosteID.
Anche quando l’accesso all’app può teoricamente avvenire tramite SPID di altri gestori, la conferma delle operazioni dispositive (pagamenti di bollettini, F24, bonifici, ecc.) richiede l’uso del sistema PosteID / app PosteID, creando un vincolo sostanziale verso un’identità digitale proprietaria.
Poste Italiane avrebbe dovuto garantire e rendere chiaramente fruibili modalità alternative, come la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o SPID di altri identity provider, sia per l’accesso sia per l’autorizzazione delle operazioni, indicando tali possibilità in modo trasparente e non ambiguo.
Questa situazione rischia di configurare una limitazione della libertà di scelta del consumatore, soprattutto ora che PosteID diventa a pagamento. Le associazioni dei consumatori dovrebbero intervenire per chiedere maggiore chiarezza, interoperabilità reale e il rispetto del principio di neutralità delle identità digitali.
Buonasera e grazie mille per questo intervento che denota estrema competenza in merito. Di certo, per quanto possibile, ci batteremo proprio contrario la limitazione della libertà di scelta del consumatore ma anche per chiedere almeno al Comune di Venezia (che è quello in cui fi fatto operiamo maggiormente avendo la sede qui) di prevedere la possibilità di offrire un servizio di spid gratuito.
Nella speranza che altre associazioni – con le quali in realtà non abbiamo rapporti particolari – si muovano nella zstesas direzione.
Grazie ancora e buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico