Da due settimane senza telefono fisso e internet per un banale errore dell’operatore. Pensionata mestrina si rivolge all’Adico per riottenere la linea

Mestre. Quando c’è da siglare, si registrano tempi record. Quando c’è da risolvere un problema, seppur molto banale, chissà come mai, tutto si dilata inesorabilmente.

Operatori telefonici e fornitori di luce e gas utilizzano purtroppo spesso questa odiosa modalità a dimostrazione che, una volta siglato il contratto, il più e fatto e tutto il resto (l’utente), conta poco.

Emblematica, sotto questo punto di vista, la disavventura di P.P., pensionata di Spinea che dallo scorso 4 luglio si ritrova senza linea telefonica a internet a causa di un disguido da parte di Tim, che contattata dalla stessa cliente, ha confermato il palese errore.

Di fatto l’operatore telefonico avrebbe dovuto interrompere un’ altra utenza fissa, differente da quella della donna. Un sola cifra diversa ma sufficiente per creare il danno. Il servizio clienti, avendo appunto rilevato il “disguido”, ha assicurato di risolverlo al più presto.

Ma a due settimane dall’interruzione della linea e dell’immediata segnalazione, la situazione è del tutto immutata tanto che la pensionata si è rivolta all’ufficio legale dell’Adico per farsi tutelare. L’associazione ha dunque predisposto il modello GU5 utilizzato per per ottenere dal Corecom il ripristino immediato di una linea telefonica o internet sospesa o interrotta ingiustamente, come in questo caso.

“La situazione è paradossale – specifica Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – un intervento che avrebbe richiesto un minuto è fermo lì da due settimane e ora la pensionata è stata costretta a un ulteriore passaggio, ovvero rivolgersi alla nostra associazione. Abbiamo molta dimestichezza da sempre con queste pratiche e siamo certi che il problema verrà risolto in tempi brevissimi. La nostra socia vive sola e la disponibilità della linea telefonica rappresenta un elemento essenziale per la sua sicurezza e per la possibilità di richiedere assistenza in caso di necessità. Il protrarsi di questa situazione la espone a un grave disagio e costituisce un’inaccettabile compromissione della sua incolumità”.

4 risposte

  1. Buon pomeriggio. Penso, anzi sono sicuro, che per questa e tante altre situazioni come questa in svariati campi dove la soverchia disparità tra un FORTE (il gestore) e un DEBOLE (l’utente) NON VENGA PUNITA CON UNA PENA PECUNIARIA (anche esagerata come “educazione” all’AGIRE del FORTE) TUTTO RESTA SEMPRE UGUALE: SI ATTENDERA’ LA PROSSIMA OCCASIONE : “PER STRACCIARSI LE VESTI”. Grazie per l’attenzione e complimenti, questo sì, PER IL VOSTRO AGIRE IN DIFESA DEI DEBOLI

  2. Accadde anche a me, quel che è peggio lavorando in smart working durante la pandemia. Fui constretto ad usare lo smartphone collegato al computer tramite USB. Tra dati e voce in VOIP erano circa 2 GB al giorno che se ne andavano. L’operatore era lo stesso e non era la prima volta. Questa fu però l’ultima, in quanto cambiai operatore passando alla fibra senza più la linea fissa, con grande risparmio e soddisfazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post recenti

Newsletter Adico

Iscriviti subito alla nostra newsletter, riceverai notizie e informazioni sulle nostre attività!




Con l'iscrizione dai il consenso al trattamento dei tuoi dati personali! Prima di inviare e acconsentire prendi visione dell'informativa sul trattamento dei dati nella sezione privacy policy*

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.