Riportiamo qui di seguito un articolo di QuiFinanza.it relativo al carburante contaminato, parliamo in particolare di benzina “alterata” o, meglio, “allungata” che permette al distributore di riempire il serbatoio con un prodotto molto più vantaggioso a livello economico, per ovvi motivi, ma anche pericoloso per le vetture (soprattutto per quelle più nuove) “vittime” del raggiro.
L’articolo parte da una inchiesta di Adnkronos che rileva come la benzina sporca sia sempre più diffusa a fronte di prezzi in impennata continua (salvo gli inutili sconti sulle accise applicati dal governo),
In realtà, come spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico, l’associazione ha denunciato più volte questa truffa, grazie alle segnalazioni di soci che si sono ritrovati a pagare migliaia di euro per problemi di sicuro al rifornimento inquinato. éProva nen sia che tutte le denunce sono giunte da automobilisti che, pochi chilometro dopo essersi fermati a una pompa di benzina, si sono ritrovati con la macchina in panne.
Ecco di seguito tre link relativi a casi che abbiamo seguito negli anni passati.
Vizi, benzina inquinata, bolli e verbali non dovuti: per gli automobilisti mestrini il 2025 è cominciato nel caos.
Adico contro i furbetti della benzina inquinata. “Casi sempre più frequenti, per gli automobilisti salassi da migliaia di euro”
Ancora un caso di benzina “inquinata”, danno da 3 mila euro per un automobilista mestrino. Interviene l’Adico
“Allungare la benzina per aumentare la quantità del prodotto non è una pratica nuova, come suggerirebbe l’articolo che pubblichiamo di seguito – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico -. Come però si può leggere negli articoli stessi, non è per nulla facile dimostrare il raggiro perchè i distributori incriminati negheranno sempre tale condotta che magari potrebbe pure dipendere da chi fornisce loro il prodotto. Servono dunque molti elementi per procedere con una diffida: scontrini, preventivi, possibilmente un’analisi del carburante ritenuto inquinato e quindi causa del guasto. Chiunque si ritrovi in situazioni simili, però, può contattarci allo 041-5349637 (dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19), sapendo che noi siamo sempre aperti anche ad agosto. Assieme alla segreteria il diretto interessato potrà valutare se procedere o meno a livello legale”.
Ecco di seguito l’articolo pubblicato da QuiFinanza.it
Serbatoio pieno ma auto e scooter si fermano, di colpo, lasciando i guidatori in seri guai, costretti a raggiungere un’officina e, di fatto, a spendere fino a diverse migliaia di euro. È l’effetto della cosiddetta “benzina sporca”. Parliamo di carburante allungato con acqua e diverse impurità.
Un fenomeno purtroppo in forte crescita, come raccontato da un’inchiesta condotta da Adnkronos. Il tutto coincide con l’impennata dei prezzi alla pompa, che ha trasformato le cifre del pieno nel 2026. A Roma la situazione è diventata così frequente da spingere la Guardia di Finanza a controlli a tappeto nei distributori.
Doppio il rischio per chi guida, con la truffa economica da un lato e il costo delle riparazioni dall’altro. Spieghiamo di seguito cos’è la benzina sporca, che guasti provoca e cos’è emerso dai controlli.
Cos’è la benzina sporca: che danni provoca alle auto
Il carburante allungato, ovvero alterato, è tornato di moda e sta provocando enormi danni. Una truffa tutt’altro che nuova, ma che di fatto ha rifatto capolino in massa. La sostanza viene mescolata con acqua, sedimenti, sabbia o altre impurità, con segnalazioni esplose in parallelo al caro prezzi.
Con benzina e diesel che hanno ormai toccato e superato quota 2 euro, i meccanici segnalano un aumento del 25-30% dei casi di veicoli arrivati in officina con carburante contaminato. Alcuni parlano anche del numero più alto mai visto in decenni di lavoro.
Il problema è di certo economico ma si divide in due tronconi. Da un lato c’è quello d’aver pagato un bel po’ per del carburante dannoso. Dall’altra c’è il sorteggio dei danni potenziali provocati:
- perdita di potenza;
- spegnimenti improvvisi;
- guasti al motore.
Nei casi più seri, la riparazione può costare diverse migliaia di euro.
Controlli della Guardia di Finanza
Sul fronte dei controlli, la Guardia di Finanza ha avviato una serie di verifiche nei distributori di Roma. I militari hanno controllato documentazione e tracciabilità, ricorrendo alle cosiddette “steccate“. Aste di metallo immerse nei serbatoi e trattate con una pasta speciale che cambia colore a contatto con acqua o altri liquidi, rivelando così eventuali contaminazioni.
I campioni vengono poi inviati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per le analisi. Secondo quanto emerso, buona parte del prodotto adulterato arriverebbe dall’Est Europa. In alcuni casi i gestori sarebbero perfettamente consapevoli, con doppia contabilità e documenti falsificati. In altri, invece, il carburante sarebbe stato acquistato all’insaputa.
Fonte: QuiFinanza.it