Cosa rappresenta Venezia per i turisti? Si sa, gioia e dolore. Gioia per la vista e per l’anima, dolore, e tanto, per il portafoglio.
Spremuti dal Comune con ticket d’accesso e biglietti dagli importi folli per i trasporti, i turisti sono spesso alle prese anche con la furbizia di alcuni esercenti che, per usare un eufemismo, non si comportano nel modo più coretto possibile mettendo in cattiva luce l intera città.
Una circostanza di cui è stata vittima anche Julie Li e il suo compagno, due turisti canadesi che hanno scritto una mail in inglese alla nostra associazione, contestando appunto il modus operandi da parte dello staff di una trattoria che si trova in Fondamenta de l’Osmarin e ponendo tre legittime domande alle quali abbiamo cercato di rispondere.
Di seguito riportiamo il contenuto tradotto in italiano della mail che ci è stata inviata questa mattina di Julie Li aggiungendo in corsivo alcune necessarie integrazioni e le risposte alle loro domande.
Scrivo per chiedere il suo consiglio riguardo a una questione di prezzi di un ristorante che riguarda la Trattoria Ali D’Oro, situata in Fondamenta de l’Osmarin, 4976, Venezia.
Il 14 ottobre 2026, io e il mio compagno abbiamo cenato in questo ristorante (segue nome, che omettiamo, e indirizzo, indicato già nel secondo capoverso dell’articolo).
Il menù che abbiamo consultato elencava piatti di carne e pesce generalmente intorno ai 21-34,50 euro. Abbiamo chiesto al cameriere di consigliarci un piatto e lui ci ha mostrato una fotografia sul telefono di un pesce intero (un rombo al forno) servito con patate e una piccola quantità di peperone verde. Tuttavia, non ci ha detto il prezzo e non ci ha spiegato che il prezzo andava in base al peso, né ci ha detto che sarebbe costato molto più dei piatti elencati nel menù.
Abbiamo ordinato il piatto di pesce, una pizza margherita a 8 euro e una bottiglia d’acqua a 4,50 euro. Quando abbiamo ricevuto il conto, abbiamo scoperto che il solo piatto di pesce costava 156 euro mentre il conto totale ammontava a 188,72 euro (con 20 euro, il 12%, per il servizio). Nello scontrino per il piatto di pesce viene messo solo l’importo ma non il peso, il prezzo unitario o una spiegazione di come sia stata calcolata quella cifra.
Il piatto di pesce non era indicato nel menù che abbiamo consultato. Se fossimo stati informati sul prezzo prima di ordinare, non lo avremmo preso.
Abbiamo pagato il conto perché non volevamo avere un confronto pubblico. Tuttavia non capiamo perchè il prezzo (nè la presenza) di quel piatto non sia stato indicato, in modo che avremmo potuto decidere se ordinarlo o meno.
Potreste rispondere sulle seguenti domande?
Quali sono i requisiti applicabili per la visualizzazione e la divulgazione dei prezzi per un ristorante che offre un pesce intero che non è indicato nel suo menù abituale?
Il personale di sala dovrebbe dichiarare a vice il costo esatto del piatto nel momento in cui viene proposto al cliente. Omettere il costo vìola la normativa sulla trasparenza dei prezzi e un sul corretto rapporto fra esercente e consumatore.
Un ristorante è tenuto a dichiarare il prezzo unitario e/o il prezzo totale stimato prima che il cliente accetti di ordinare un piatto del genere?
Il cameriere deve fornire tutte le indicazioni che possano consentire al cliente i prezzo del piatto fuori menù che sta ordinando. Nel casi di prodotti “a peso”, il ristorante deve fornire il costo unitario e il peso effettivo della pietanza. Nel caso contrario si compie una violazione amministrativa ed è possibile contestare lo scontrino.
Quale autorità dovrebbe ricevere un reclamo formale riguardante una possibile divulgazione inadeguata dei prezzi?
La Polizia Municipale o la Guardia di Finanza.