Venezia. Come influirà la tanto declamata riforma della giustizia sulla vita del “normale” cittadino? In nessun modo. Perché la “rivoluzione” in atto con la separazione della carriere non cambierà di una virgola la situazione dei tribunali italiani, dove il personale scarseggia, i faldoni si accumulano formando pile di vari metri, e le persone attendono anni per ottenere una sentenza ma anche l’approvazione o meno di un decreto ingiuntivo.
Sotto questi aspetti, come denunciato spesso da Adico, a Venezia la situazione è da anni fuori controllo e continua a peggiorare. Di fatto, se qualcuno presenta oggi un ricorso al Giudice di Pace per importi inferiori ai 10 mila euro (oltre si va dal giudice ordinario), è probabile che dovrà attendere il 2030 per la prima udienza. Parliamo di ricorsi all’apparenza “elementari”, come contestazioni a multe stradali, richieste di risarcimento, reclami sulle bollette. ma anche per un semplice decreto ingiuntivo, che necessita di una rapida firma senza udienze, l’attesa media è di un anno e mezzo.
In tale contesto, visti questi tempi più che dilatati, emerge con forza anche il problema della sospensiva. Ovvero, quando si presenta un ricorso l’Ente che vanta a suo dire il credito dovrebbe bloccare l’azione di recupero fino al pronunciamento da parte del giudice. Molto spesso, però, questa regola non viene rispettata creando disagi e illegittime pressioni al ricorrente.
“Segnaliamo periodicamente a Venezia la drammatica carenza di personale soprattutto negli uffici dei Giudici di Pace – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico -. D’altra parte nella nostra attività quotidiana questa lentezza la constatiamo sempre nel momento in cui presentiamo un ricorso innanzi al Giudice di Pace. Ora è surreale vedere in tv questo dibattito sulla separazione della carriere che per il normale cittadino non significa nulla. Sono solo questioni politiche che ci hanno stancato. Chiediamo al ministro, che conosce di certo le condizioni della “giustizia” nel Comune di Venezia, di aprire gli occhi verso il vero problema dei tribunali, ovvero la penuria di cancellieri e di giudici e la conseguente lentezza dei procedimenti. Non parliamo solo di privati cittadini ma anche di imprese che nell’attesa dell’esito di un proprio ricorso, rischiano di andare in fallimento”.
4 risposte
Non solo carenza di personale, la giustizia italiana è ancora gestita come nel medio evo! Dei progressi informatici non vi è traccia nel Codice di Pocedura Civile, per non parlare del Penale!
Salve signor Gianpietro, si d’accordo con lei ma devo dire che la carenza cronica di cancellieri e giudici rimane il principale problema almeno per il Tribu8nale di Venezia.
Buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa
Grazie per l’ impegno che mettete a frutto verso una informazione pulita obiettiva e, a mio avviso, non faziosa.
I approfondimenti sono utili.
Spetta sempre e comunque a noi cittadini esercitare il pensiero critico con onestà intellettuale.
Grazie Maria Concetta per le belle parole…in effetti cerchiamo di non essere mai faziosi anche perchè non abbiamo alcun ruolo politico. Per quanto riguarda il tema giustizia, denunciamo da tempo la situazione drammatica in particolare del Giudice di Pace, e davvero sembra surreale parlare di separazione delle carriere, tema fra l’altro molto tecnico, senza pensare a come superare lo stallo dei tribunali dove mancano giudici e cancellieri e i cittadini attendono anni anche su ricorsi all’apparenza molto semplici.
Un saluto
Gianluca Codognato