Mestre. Alloggi malconci se non devastati, affitti o spese condominiali non corrisposte, tempi eterni per rilasciare l’immobile a seguito di uno sfratto. Se da una parte la vita di molte persone in affitto è ardua, soprattutto sul fronte dei pagamenti, anche la quotidianità dei proprietari può trasformarsi in un incubo se il locatario non si dimostra proprio l’inquilino ideale.
Questo concetto è ben rappresentato dai tanti piccoli proprietari che si rivolgono all’associazione per chiedere assistenza nei confronti di affittuari per nulle ligi nel proprio ruolo. Un numero che negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente.
I mancati pagamenti degli affitti sono di certo in cima alle criticità denunciate da chi possiede una casa messa in locazione. E, naturalmente, a questo problema si lega indissolubilmente quello dello sfratto per il quale possono concretizzarsi tempistiche davvero lunghe e imprevedibili. Lunghe sono anche le tempistiche legate allo sfratto per finita locazione. Parliamo di un periodo che varia da tre mesi a più di un anno e che prevede varie fasi, spesso molto complesse. Invio della disdetta, notifica dello sfratto e udienza, termini per l’opposizione e il rilascio, sfratto esecutivo, precetto, avviso di sfratto, esecuzione forzata. Se l’inquilino di oppone, può chiedere una proroga e i tempi si allungano.
Negli ultimi tempi, invece, sono cresciute le segnalazioni e le domande di assistenza in relazione a danni provocati all’interno dell’abitazione dagli affittuari. In questi casi, per un intervento efficace, è necessario compiere alcuni passi che non tutti i proprietari conoscono. Anzitutto, documentare i danni scattando possibilmente fotografie e video dettagliati di quanto subito dall’alloggio. Importante poi contattare un perito per valutare la tipologia del danno e stimare la possibile spesa. Subito dopo è necessario inviare una diffida all’inquilino, invocando il risarcimento entro un determinato termine. E’ questa la fase più delicata che richiede, in generale, l’assistenza di soggetti esperti come quelli che collaborano con Adico. Se l’inquilino non dà seguito alla diffida stessa si può procedere con un’azione civile per recuperare i costi delle riparazioni e il mancato guadagno derivante dall’immobile sfitto. Di fronte a danni gravi e dolosi si può valutare pure l’azione penale.
“Come abbiamo avuto modo di dire in altre occasioni – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – non sono solo gli inquilini in difficoltà a chiederci assistenza. E’ vero che in molti casi agiamo a favore di persone che, molte volte residenti in case pubbliche (del Comune o dell’Ater) per contestare mancate manutenzione, costi troppo elevati, disagi con altri condomini o con l’amministratore. Ma seguiamo anche tanti proprietari sia nei confronti sempre degli amministratori, sia dei locatari. La casistica che va per la maggiore, oltre alle classiche morosità, riguarda i danneggiamenti e le battaglie per trattenere la cauzione iniziale o di chiedere ulteriori importi in caso di danni ingenti. Da noi non si rivolgono i grandi proprietari, quelli con più abitazioni in affitto, ma semplici cittadini che hanno una seconda casa e che puntano su quel canone per far quadrare i conti. Sono tante e già gravate dalle tante spese imposte dallo Stato. E’ nostro compito tutelare pure loro anche perché sono spesso indifesi di fronte a una normativa che pare tutelare molto di più l’inquilino rispetto al proprietario”.
2 risposte
e qui si spiega il proliferare delle locazioni turistiche. abbiamo invitato il pres. Garofolini a partecipare ai nostri eventi dove si parla anche di questo, riproponiamo l’invito per il 24 09 2025 alle ore 17 presso l’Hybrid tower di Mestre primo piano, attendiamo conferma per riservare un intervento.
ondina
Grazie mille Ondina, po io lo aggiorno assolutamente. A lui fa tanto piacere intervenire il problema è che solitamente a quell’ora è a lavoro (quello di presidente di Adico è una passione, non il lavoro principale).
Faremo di tutto per esserci.
Gianluca Codognato