“In via Martiri di Marzabotto pedoni e ciclisti rischiano la vita ogni giorno ma il Comune non interviene”. Continua la battaglia di Adico a sostegno dei residenti di Zelarino

Mestre-Zelarino. Dopo più di cinque attività legali condotte dall’Adico nel corso degli ultimi anni, fra cui un paio di esposti alla Procura, dopo varie denunce mediatiche e diversi tentativi di contatto con gli uffici comunali, in via Martiri di Marzabotto…… non è cambiato nulla. Dunque la battaglia del gruppo Zelarino e dintorni presieduta dal combattivo Marino Zorzetto con l’assistenza dell’associazione dei consumatori mestrina prosegue senza sosta, a fronte delle risposte assolutamente inadeguate giunte dall’amministrazione fra l’altro con tempistiche alquanto dilatate.

Il problema in discussione si può descrivere con poche e inquietanti parole, già utilizzate dal gruppo varie volte: in via Martiri di Marzabotto si rischia la vita. Stiamo parlando di un tratto di circa 700 metri dove i rischi sono numerosi. Di fatto a rischiare la vita sono soprattutto pedoni e ciclisti, quindi in particolare i residenti della zona che sono costretti a camminare a lato della carreggiata, quindi in strada, per l’assenza di marciapiedi e, in particolare, della pista ciclopedonale che è la prima richiesta del gruppo Zelarino e dintorni, il quale invoca anche l’istituzione di un tratto a senso unico vista l’impossibilità di consentire il transito contemporaneo di due vetture in alcuni punti della via.

Le richieste fin qui riportate agli uffici tecnici attraverso le diffide di Adico hanno sortito solo risposte fumose, contradittorie e prive di risoluzione. La pista ciclopedonale? E’ prevista dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) ma essendo appunto solo una previsione, non esiste una bozza di progetto. I semafori a chiamata all’altezza dei civici più a rischio? La documentazione richiesta non è disponibile. Interventi sulla segnaletica esistente? Non sono necessari, quella attuale è conforme alle norme. E quell’area ecologica piazzata a ridosso del fossato e della curva, che può risultare davvero letale quando un cittadino va a gettarvi i rifiuti? Niente, deve restare lì, non si intravedono altre soluzioni.

Insomma, via Martiri di Marzabotto, arteria fondamentale anche perché è l’unica che collega Chirignago all’ospedale di Mestre, non cambia volto nemmeno sotto le pressioni del gruppo Zelarino e dintorni e dell’Adico. Le prossime mosse? Intanto il comitato ha deciso di riproporre lungo la strada il lenzuolo già esposto in altre occasioni con la scritta “pista ciclabile uguale sicurezza”. In più, se le richieste continueranno a essere ignorate, in primis la realizzazione di una pista ciclopedonale, l’dea è quella di organizzare un’assemblea pubblica per valutare una mobilitazione da parte dei residenti.

“Alle nostre numerose sollecitazioni – conferma Carlo Garofolini, presidente di Adico – gli uffici del Comune non hanno di fatto mosso un dito. Via Martiri, lo ribadiamo, è una strada pericolosa, di recente si sono verificati alcuni incidenti, per fortuna non gravi. Ma, come ci dicono i residenti, li davvero si rischia la vita, tanto più d’inverno, con il buio, la nebbia, la pioggia. Fra l’altro nelle risposte che abbiamo ricevuto riscontriamo contraddizioni varie. Senza contare che dall’amministrazione veneziana abbiamo ricevuto anche una documentazione fotografica emblematica, che dà pienamente ragione agli abitanti della zona, perché mostra un tratto di via Martiri con un un’auto affiancata a un pedone costretto a camminare praticamente a lato della strada senza alcuna protezione, non essendoci il marciapiede. Dunque, la situazione è tutt’altro che risolta e noi saremo sempre a fianco del gruppo fino a che in via Marzabotto non si potrà finalmente camminare e guidare in modo sicuro. Speriamo che non si attenda l’evento nefasto, prima di intervenire”. 

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