L’ultima situazione simile si era verificata 18 anni fa e precisamente il 26 settembre del 2007. Quel giorno, come oggi, Mestre era letteralmente andata a fondo sotto i colpi di un’acquazzone. Anche oggi la città si è risvegliata sott’acqua solo che non doveva più succedere, viste le tante promesse fatta proprio dopo il 2007 per mettere in sicurezza il territorio. Invece, con un evento all’apparenza meno impattante rispetto a 18 anni prima, decine di strade sono garage, negozi e case sono andati sott’acqua, molti uffici sono rimasti chiusi per i black out.
“Le drammatiche conseguenze della pioggia caduta in mattinata sulla città ci riportano inevitabilmente indietro di 18 anni, a quel 26 settembre in cui Mestre “annegò” sotto i colpi di una devastante alluvione, all’apparenza più forte di quella avvenuta oggi. Lezione imparata? Evidentemente no. Anche se negli anni sono stati effettuati studi sulle criticità del territorio metropolitano e sono stati stanziati milioni di euro per i consorzi di bonifica. Ecco i risultati. E’ bastata una pioggia la cui eccezionalità è tutta da dimostrare e Mestre è andata a fondo, proprio come 18 anni prima. Una situazione vergognosa e surreale”. Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, commenta così quanto accaduto in città stamattina dopo l’acquazzone che si è abbattuto sia a M;estre che nell’intera provincia. “Ci chiediamo cosa sia stato fatto in questi lustri per migliorare la situazione – prosegue Garofolini – Quali lavori. E che responsabilità abbia il consorzio di bonifica riguardo ciò che è accaduto oggi. Perché se ha palesi responsabilità pensiamo che non sia giusto che i cittadini lo paghino e che, anzi, debbano essere rimborsati per i pagamenti passati. Anche perchè, come dimostrano alcune nostre indagini, il contributo a Acque Risorgive è fra quelli meno compresi dai cittadini e infatti è fra le “imposte” più evase. Sulle responsabilità dell’amministrazione, anche di quelle passate, non inferiamo neanche – prosegue il presidente di Adico – lo stanno già facendo in molti. Però noi, come tutti i cittadini, vogliamo risposte: vengono fatti gli interventi di manutenzione degli scoli, la pulizia di tombini, la dragatura e lo sfalcio dei canali, dei fossati? Insomma, i soldi dei contribuenti vengono utilizzati per proteggere il territorio? Perché da quello che si è visto oggi, non sembra proprio. E temiamo che neanche questa lezione servirà per evitare eventi analoghi alla prossima occasione”.
Ora si apre poi tutto il tema dei rimborsi per i quali già sappiamo cosa succederà: tante assicurazioni negheranno i risarcimenti, con le varie e note motivazioni. Ovviamente, come sempre, gli uffici di Adico si mettono a disposizione dei cittadini per seguire i cittadini nelle richieste degli indennizzi.
4 risposte
Nessuno mai dirà che la causa è del mancato funzionamento delle idrovore che dovrebbero smaltire le acque piovane ha provocato l’alluvione. Lo so per esperienza da residente a Olmo e da dirigente regionale collega del responsabile di questa area.
GRazie signor Ginfranco per il suo importate intervento!!
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
…e non dimentichiamoci che uno dei motivi principali degli allagamenti subiti, è stato il mancato funzionamento delle molte pompe ad immersione a causa della mancanza di energia elettrica in molte zone della città di Mestre (zona via Colombo, vua Crispi, Riviera Marco Polo, etc). Se fossero entrate in funzione, si sarebbero evitati molti problemi.
Il motivo? Sembra che alcune centraline elettriche siano andate fuori uso perchè sommerse da metri d’acqua…ma le cabine me le metti sottoterra?…;-)
Buonasera signor Tito, visti i vari i9nterventi sul tema temo che gli errori siano molteplici. E la sua denuncia, molto0 utile e pertinente, lo dimostra.
Grazie per l’intervento
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico