Mestre. Centinaia se non migliaia di famiglie lasciate letteralmente a piedi e costrette a sborsare altri soldi per acquistare nuovi biglietti. Se volessimo riassumere in una sola parola l’incubo di questa esatte 2025 per un numero indefinito di viaggiatori potremmo utilizzare una sola parola: Fly-go. Si, proprio lui. Il portale romeno impegnato nella vendita di biglietti aerei per voli low cost che dal 2023 ha messo in atto una pratica commerciale che non si può defirte scorretta ma proprio truffaldina, come denunciato da tempo anche dalla nostra associazione contattata in questi mesi da decine e decine di vittime del sito. In sintesi, tramite il sito i viaggiatori compravano i ticket, pagavano e poi (tranne rare eccezioni, forse casuali) non ricevevano nulla, neppure dopo aver scritto nel format per le richieste di rimborso.
Ebbene, come prevedibile, lo scorso 7 agosto il Tribunale di Bucarest ha dichiarato il fallimento di Fly-go, e così, di fatto, la società non è più operativa sul mercato, anche se, a quanto pare, qualche biglietto fantasma riesce ancora a venderlo.
“Di sicuro – commenta Carlo garofolini, presidente dell’Adico – questa la vicenda per così più scottante tra quelli che abbiamo seguito questa estate tramite il nostro sportello “vacanza rovinata”. E siamo orgogliosi di essere fra le poche realtà che ha ottenuto da Fly-go un paio di rimborsi per altrettanti soci seguiti dal nostro ufficio legale. Un risultato che, da quanto abbiamo capito, non hanno ottenuto in molti. Qualcuno è riuscito a farsi rimborsare dalla banca che però potrebbe anche riprendersi i soldi se non riuscirà a ottenere l’importo dal portale romeno”.
Ma cosa succede ora? Fermo restando che Adico assisterà le vittime del portale che ne facciano richiesta contattandoci allo 041-5349637 (dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19), le prossime fasi rientrano nei normali iter che caratterizzano i fallimenti.
Per i viaggiatori danneggiati resta la possibilità di inserirsi nella lista dei creditori della società fallita. Le domande vanno inviate entro il 22 settembre alla sezione civile del Tribunale di Bucarest all’indirizzo e-mail trb-insolventa@just.ro, indicando i propri dati personali e allegando ogni documento utile: ricevute di pagamento, conferme di prenotazione, eventuali comunicazioni intercorse con l’azienda. L’iter burocratico non dà certezze sui tempi, ma è l’unico modo per tentare di recuperare almeno una parte del denaro versato. Parallelamente, Adico invita i cittadini a presentare denuncia presso Carabinieri o Polizia Postale e, se il pagamento è avvenuto con carta di credito non prepagata, a contattare la banca o il circuito della carta per attivare la contestazione della transazione.
“Il nostro invito – conclude Garofolini – è quello di rivolgersi ai nostri uffici. Una decisione che dovrà essere valutata anche considerando il valore economico degli importi da recuperare”.