Da oggi è attiva la piattaforma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) per la trasmissione dei dati sugli autovelox. La novità è stata introdotta con un decreto dello scorso maggio – poi reso operativo da un successivo provvedimento del Mit – con il quale era stato disposto l’obbligo di censire i rilevatori di velocità per gli enti e le amministrazioni che li utilizzano.
I cittadini potranno sapere quali sono gli autovelox installati
Per adempiere a questo onere è stata istituita una piattaforma telematica dove, come spiega lo stesso ministero dei Trasporti, verranno inseriti “i dati relativi ai dispositivi o sistemi per l’accertamento” quali marca, modello, tipo, l’eventuale versione e la matricola. I dati inseriti dalle amministrazioni saranno pubblici e dunque ogni cittadino potrà sapere nel dettaglio quali sono gli autovelox installati.
Non solo. Come spiegano dal Mit “l’inserimento dei dati relativi a ciascun dispositivo o sistema è la condizione necessaria per il legittimo utilizzo dei dispositivi o sistemi da parte di amministrazioni ed enti”. In altre parole se l’autovelox non compare nell’elenco le multe potrebbero essere dichiarate nulla, anche se non mancano dubbi sull’interpretazione del decreto. L’obbligo partirà dal prossimo 30 novembre dunque i Comuni o gli enti preposti ai controlli avranno circa due mesi per “mettersi in regola”.
L’annoso “problema” degli autovelox non omologati
L’articolo 142 del codice della strada stabilisce infatti che solo le apparecchiature debitamente omologate possono essere considerate fonti di prova e non basta che i dispositivi siano approvati dal ministero. Un principio confermato anche da una recente sentenza della Cassazione e da diversi tribunali, ma su cui c’è ancora molta confusione e non è mai stata pronunciata una parola definitiva. Di fatto manca ancora un decreto che faccia chiarezza sulla materia. “Ci chiamano in molti – sottolinea Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – per chiederci informazioni proprio riguardo l’omologazione di questi apparecchi -. Allo stato attuale, al contrario di ciò che fanno altre associazioni, preferiamo non avventurarci in ricorsi dai dubbi risultati e dai costi molto elevati. Quando e se la situazione risulterà davvero chiara, decideremo eventuali azioni a favore degli automobilisti, sempre ricordando che i limitidi velocità vannio rispettati e che dunque le nostre azioni sarano rivolte solo a favore di chi abbia subito una vera ingiustizia”.
Fonte: Today.it