Mestre. La battaglia di Adico è iniziata più di un anno fa, in seguito a varie sentenze della Cassazione che parlano chiaro: per alcuni tipi di patologie – come l’alzheimer e in generale le demenze senili – i due tipi di servizi offerti nella case di riposo, quello assistenziale e quello alberghiero, sono indissolubilmente legati. O, meglio, l’assistenza prevale sulla parte alberghiera e quindi il ricovero dovrebbe essere a carico della Regione. Di fatto, dunque, gli ospiti affetti da quella tipologia (o, meglio, le famiglie, visto che purtroppo molti di questi anziani sono deceduti) dovrebbero ricevere il rimborso di quanto pagato per il ricovero. E spesso parliamo di cifre davvero importanti.
In questi mesi l’associazione ha inviato una trentina di diffide a palazzo Balbi, ma anche ad altre Regioni, visto che all’Adico si sono rivolte anche persone che avevano i propri cari ricoverati in strutture situate al di fuori del Veneto.
Purtroppo, però, la nostra Regione (al contrario di altre) non ha neppure risposto alle lettere inviate dall’ufficio legale dell’associazione neppure ai vari solleciti.
“Il nostro augurio – è l’appello di Carlo Garofolini, presidente di Adico – è che la nuova Giunta che si insedierà prima di fine anno si degni almeno di fornire delle risposte alle nostre diffide perché ci sono molte famiglie in attesa di capire se quelle sentenze verranno rispettate o se invece non verranno osservate. In questo secondo caso, naturalmente, vorremmo almeno capirne le motivazioni. Il problema, a nostro avviso, è proprio il totale disinteresse manifestato dalla Giunta Zaia rispetto a richieste provenienti comunque da una associazione dei consumatori e, di rimando, dalle famiglie che si sono rivolte a lei. Siamo stupefatti propri perché quella Veneta, secondo una narrazione che più di qualcuno, fra cui noi, contesta, dovrebbe essere l’eccellenza assoluta sul fronte della Sanità e dell’assistenza. Ma proprio sulle questioni legate alle case di riposo, agli anziani non autosufficienti, alla domiciliarità, ai medici di base, alle liste d’attesa, gli errori di programmazione nel corso di questa amministrazione sono a nostro avviso macroscopici”.
Per chiarire meglio la vicenda relativa ai rimborsi delle rette, seppur caratterizzata da inevitabili tecnicismi, proviamo a riassumerla partendo da questo principio: le case di riposo contemplano due tipi di servizi, uno alberghiero, che deve essere pagato dall’ospite, e uno assistenziale, che è a carico della Regione. La Corte ha appunto stabilito che per alcuni tipi di patologie come l’alzheimer, che purtroppo è sempre più diffuso in concomitanza con l’invecchiamento della popolazione, l’assistenza prevale sulla quota alberghiera e quindi tutta la retta dovrebbe essere a carico della Regione. Un principio molto rilevante che ha aperto la strada a una miriade di ricorsi avendo pure un valore retroattivo.
“Ne approfittiamo delle imminenti elezioni – prosegue Garofolini – per chiedere alla futura Giunta di prendere posizione in merito a tali richieste. E’ un sacrosanto diritto delle famiglie che hanno affrontato spese a volte quasi insostenibili per offrire un’assistenza adeguata ai propri cari, all’interno di strutture idonee. La Cassazione ha stabilito un principio chiaro ed è giusto che si proceda con il rimborso o che si motivi, di contro, il rifiuto di corrispondere le rette pagate e, secondo la Corte, non dovute”