Il lavoro, l’impegno, le diffide e le denunce mediatiche alla fin fine.. pagano. E così, dopo anni di battaglie, iniziate nel 2019, dopo alcune centinaia di interventi che nel 95% dei casi hanno ottenuto piena soddisfazione per le vittime assistite da Adico, ora, aggiungiamo, finalmente, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di indagare sulle modalità commerciali scorrette di quelle che noi abbiamo sempre definito le truffe del catalogo. Chi ci segue sa perfettamente di cosa parliamo. In realtà, i metodi del raggiro variano a seconda dei tempi e dell’ingegno dei venditori. Ma il concetto è riassumibile con il più classico dei casi. U venditore porta a porta suona a casa della potenziale preda. Non si sa come, ma in generale questi soggetti sanno che la persona è anziana e sola (misteri della chiaroveggenza?). Ebbene, questi personaggi, spesso giovani, arzilli, chiacchieroni, gentili, affabulatori, si trasformano nel nipote amorevole che dispensa consigli e suggerimenti. Di fatto propone un catalogo con vari prodotti per la casa….materassi, cuscini, a volte elettrodomestici. Insomma, chi più ne ha, più ne metta. Va bene, l’anziana o, molto più raramente, l’anziano, ascolta con attenzione ed è pure felice di far due parole con qualcuno. Alla fine, però, non è interessato ad alcun prorodotto e lo spiega all’interlocutore, magari con u velo di rammarico. Ma questi, furbo come una volpe, ha pronta la contromossa. “Gentile signora – dice, a grandi linee – mi firmi cortesemente il catalogo che le ho mostrato. Sa, è solo per mostrare ai miei capi che ho compiuto questa visita e che dunque ho lavorato, non sono stato a casa a pettinare le bambole”. La vittima designata, fragile e forse inconsapevole di come sia cambiato il mondo, firma senza problemi. Solo che, purtroppo, ben oltre i 14 giorni concessi dalla legge per recedere dai contratti siglati al di fuori dei locali commerciali, viene a sapere da un nuovo venditore (non è quais mai lo stesso) molto più arrogante e spietato, che ha di fatto firmato proprio un contratto che la impegna a un acquisto, nell’arco di alcuni anni di vari prodotti per la casa sul cui valore reale stendiamo un velo pietoso. Eppure la somma contenuta nel contratto farsa, che doveva essere un semplice catalogo, è molte volte superiore ai 6 mila euro che poi, grazie alla “benevolenza” del venditore, possono scendere a 3 mila, 2 mila e 500 euro. A questo punto il 90 per cento delle prede si dispera, piange, a volte sviene o rischia l’infarto (è successo, non sono iperboli o paradossi). Ci sono mariti (e anche questo è successo davvero, non è una buttade) che minacciano il divorzio!!! E poi, pagano, comprando prodotti scadenti a prezzi da gioielleria. Per fortuna un 10 per cento si rivolge ad associazioni come la nostra che nell’arco di qualche giorno risolve il problema contestando di fatto il raggiro. Ecco cosa ci ha scritto l’Agcom, sottolineando, con un certo orgoglio, che l’Autorità utilizza il termine che usiamo noi fino da 2019: la truffa del catalogo.
L’Autorità ha ricevuto segnalazioni d nel periodo marzo – settembre 2025, aventi ad oggetto modalità scorrette e non trasparenti poste in essere nell’attività di vendita porta a porta, realizzata tramite informazioni non veritiere e/o attraverso la presentazione di un catalogo di prodotti e la inconsapevole sottoscrizione da parte dei consumatori di un contratto d’acquisto di tali beni (condotta anche nota come “truffa del catalogo”).
Al fine di svolgere di monitoraggio e verifica dell’ampiezza/diffusione di tali condotte (o simili), individuare le società che maggiormente utilizzano le predette modalità scorrette ed insidiose nelle vendite a domicilio, nonché le aree geografiche maggiormente coinvolte (tra cui, Veneto e Marche) – nell’esercizio dei compiti attribuiti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dal Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del Consumo” e successive modificazioni, con particolare riguardo alla valutazione circa la sussistenza di pratiche commerciali scorrette – si chiede di fornire, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, le seguenti informazioni (corredate dalla relativa documentazione):
1. Elenco delle società che risultano maggiormente attive nel settore delle vendite porta a porta e utilizzano modalità di vendita non corrette simili a quelle sopra descritte.
2. Segnalazioni ricevute da parte di consumatori, nel corso dell’anno 2025, relative alle vendite porta a porta che utilizzano modalità non corrette simili a quelle sopra descritte (o relative ad altre condotte comunque scorrette nelle vendite a domicilio), con invio di copia delle suddette segnalazioni.
3. Modalità utilizzate dalle società per “agganciare” il consumatore (es. telefonata preventiva, uso dei social network, presenza di agenti davanti ai centri commerciali, ecc.).
4. Età dei segnalanti o dei soggetti che hanno subito le predette condotte scorrette nel corso di visite a domicilio.
5. Eventuali misure poste in essere (es. segnalazioni ad associazioni di consumatori,
ricorso al giudice di pace, presentazione di querela, ecc.).
6. ogni altro elemento utile a chiarire la fattispecie segnalata (o simili), nonchè la sua diffusione ed attualità.
7 risposte
Buonissima joyizia!
Grazie Gianpietro!
Ho letto tutto l’articolo,e io purtroppo sono una vittima,cappata in questa bruttissima situazione,che tutt’ora non vedo la mia soluzione, purtroppo sotto minaccia ho dovuto prendere i prodotti obbligandomi a firmare… maledetti 😡 voglio restituire tutto indietro e non pagare un centesimo… premetto che gli articoli sono intatti,mai aperti,come me li hanno consegnati sono rimasti…ma non x questo sono tranquilla,anzi ci penso tutti i giorni,e mio marito non sa niente…immaginate in che situazione mi trovo… grazie mille per avermi dato la possibilità di replicare, sperando in un vostro consiglio!!!
Buongiorno signora Federica, le consiglio vivamente di contattarci il prima possibile allo 041-5349637 (dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19).
Buona giornata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
Lodevole la vostra iniziativa. Mi permetto di dare ulteriore informazione. I 14 giorni concessi dalla legge per recedere dai contratti siglati al di fuori dei locali commerciali decorre dalla data di sottoscrizione del contratto di compravendita di un bene. Penso che questa informazione possa essere utile a coloro che sono stati truffati come me del resto e alleviare la loro ansia. Io non ho accettato la consegna che sarebbe avvenuta il giorno dopo. Di mia iniziativa ho inviato una lettera raccomandata alla ditta venditrice facendomi restituire anche l’acconto.
Testo: con la presente invio notifica il recesso dal contratto di vendita n………data….., esercitando un mio diritto in base all’art. 52 del Codice di Consumo.
Inoltre la sottoscritta dichiara secondo l’art. 54 del Codice del Consumo che in mattinata odierna ha informato il professionista della sua decisione di esercitare il diritto di recesso dal contratto. (farsi dare un n. cellulare)
Chiedo secondo l’art. 56 del Codice del Consumo di essere rimborsata di € …….. versato in contanti ,a titolo di acconto, al professionista al momento della stipula del contratto di vendita. Non hanno fatto storie. Ringrazio Adico che è stata la sola associazione consumatori a dare ampia informativa sulla truffa del catalogo.
Salve signora Silvia, lei è stata previdente però di solito le persone vengono informate della firma del contratto, a loro insapute, ben dopo i tempi per il recesso. E in quel caso l’unico modo di intervenire è tramite l’avvocato.
Speriamo che le persone a poco e poco si rendano conto del raggiro prima che questo si concretizzi perchè purtroppo seguiamo storie di persone soprattutto anziane che purtroppo cadono nella trappola a causa di giovani affabulatori che approfittano della fragilità di persone che vivono spesso da sole e che hanno una certa età.
Grazie per il suo intervent
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
Il mio caso e’ di acquisto in casa di un’opera x cento anni della Treccani. La società Treccani Arte Rete mi ha venduto un’opera insignificante e molto grande di Emilio Isgro’ a 2500 euro. Ho bloccato il prelievo in banca di 70 euro/ mese x tre anni… ho inviato PEC di recesso a Treccani ma nessuna risposta.La finanziaria IFITALIA minaccia risarcimento! Cosa posso fare x tutelarmi, restituire e ottenere la rescissione del contratto, firmato senza che sapessi della grandezza dell’opera e della sua insignificanza e bruttezza???