Mestre. “Gentile contribuente, abbiamo verificato la Sua posizione e desideriamo informarla che: per l’anno d’imposta ……. il debito e’ stato oggetto di annullamento totale (sgravio totale della partita debitoria)”. E’ riassunto in questa frase, breve ma concisa, l’ottimo risultato ottenuto da Adico nell’ambito di una vicenda che stava durando troppo a lungo e che abbiamo raccontato nel nostro sito la scorsa settimana.
Al centro della questione il canone Rai che come sanno tutti dal 2016 è inserito nella bolletta elettrica. Le querelle legate a questa minirivoluzione si sono susseguite senza soluzione di continuità per almeno un paio d’anni da quel fatidico giorno ma da molto tempo, ormai, non ci trovavamo di fronte a una vicenda legata all’ (odiatissima) tassa della tv pubblica.
Invece ancora lo scorso ottobre ci siamo imbattuti in un caso dagli aspetti grotteschi viste le evidente ragioni dell’utente.
Il fatto che abbiamo raccontato riguarda due sorelle mestrina, D.P, 60 anni, e S.P, 57, che vivono nella stessa abitazione. La prima, però, ha la residenza ma non è l’intestataria delle bollette. La seconda, invece, non ha la residenza ma ha il domicilio ed è “titolare” delle fatture e, in particolare, di quella della luce in cui è inserito l’importo del canone (una tranche, perché la tassa è spalmata su più bollette nell’arco dell’anno).
Lo scorso ottobre, però, D.P ha ricevuto una prima cartella esattoriale con la quale l’Agenzia delle Entrate la esortava a pagare il balzello Rai dell’anno 2021/2022 per un totale di 234,67 euro. La donna si è dunque rivolta all’Adico per contestare la richiesta dato che l’utenza elettrica riferita a quell’appartamento (quindi anche il canone) risulta regolarmente pagata. A sostegno della tesi difensiva, l’ufficio legale dell’associazione ha allegato la dichiarazione sostitutiva di certificazione di domicilio di S.P. e la dichiarazione del fornitore dal quale di evince che la stessa persona domiciliata e non residente nella casa aveva pagato le bollette.
L’Agenzia non ha però risposto alla contestazione e anzi, a gennaio, ha inviato una seconda cartella con la stessa motivazione della prima ma questa volta il canone in questione sarebbe quello del 2016/2017: importo 251,23 euro. Dall’Adico è dunque partita una seconda diffida – con le stesse certificazioni della prima – riferita alla nuova cartella esattoriale.
Fortunatamente qualche giorno fa l’Agenzia, forse stimolata anche dalla nostra denuncia mediatica, ha inviato una mail annunciando in più allegati l’annullamento dei canoni contestati.
“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico -. Ma non capiamo perché un cittadino debba attendere (e perdere) tutto questo tempo per una questione che si poteva/ doveva risolvere in un attimo. Naturalmente per noi è gratificante essere utili al consumatore/utente, d’altra parte è il nostro lavoro. Restiamo però perplessi di fronte a vicende di questo genere. In primo luogo perché non si capisce come possano nascere questi inghippi in secondo luogo perché contestazioni come queste dovrebbero trovare una risoluzione immediata, senza la necessità di inviare die diffide e un sollecito“.