Caos carburante, ora anche la benzina sfiora quota 2 euro

Venezia. Riallineamenti, sconti parificati, sconti diversificati. Sulle accise del carburante si sta giocando una battaglia campale per cercare di contenere i rincari del carburante dovuti al conflitto esploso in Iran il 28 febbraio scorso. Gli interventi messi in campo dal governo, inevitabilmente prorogati visto lo stallo della guerra e in particolare il blocco nello stesso di Hormutz, sono ovviamente ricette palliative che vivono fra l’altro di continue mutazioni.

Sappiamo che a gennaio (prima del conflitto), le accise al gasolio sono state parificate a quelle della verde facendo esplodere il costo del diesel che ha clamorosamente superato quello della “verde”. Una mossa per così dire ambientalista” ma dalle inevitabili conseguenze a catena soprattutto considerando che molte merci che poi approdano al supermercato sono trasportate su gomma, quindi sui tir che notoriamente si riforniscono di gasolio. Inevitabili dunque gli aumenti del carrello della spesa.

La mossa successiva si è tradotto in uno sconto di 25 centesimi sulle accise sia per entrambi i combustibili con un effetto particolare. In realtà il gasolio è salito sopra i 2,2 euro ma probabilmente senza sconto l’aumento sarebbe stato ben superiore. Per la benzina il rifornimento si è stabilizzato a livelli accettabili. Ora la proroga dello sconto è stata confermata, ma per il gasolio è rimasta quella di prima per la verde si è abbassata al 5%. Risultato? IL gasolio costa circa 2 euro a litro ma la benzina è schizzata a 1,9 di media. Facciamo un esempio emblematico.

A gennaio un pieno di benzina da 50 litri veniva mediamente a marzo 78,95 euro, a marzo il prezzo è salito a 87 euro (in modo nettamente meno rilevante rispetto al diesel) mentre a maggio abbiamo toccato quota 95 euro.

“Ormai quando ci alziamo la mattina e passiamo davanti a un distributore non sappiamo che sorprese dobbiamo aspettarci – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico -. L’unica cosa relativamente positiva di un paio di mesi fa era che la benzina, in fondo, aveva un prezzo per lo più contenuto. Ma ormai non è più cos’, anzi, siamo arrivata a quota 1,9 al litro, un salasso. Ma la questione che ci preoccupa di più riguarda il gasolio perchè, com’è noto, è il carburante dei tir che, su gomma, riempiono i punti vendita delle città. SE il viaggio costa un terzo di più di rima, si suppone che anche il prodotto distribuito al supermercato costerà di più. Quindi? Semplice: a pagare tutto questo caos sono come sempre i consumatori finali. Siamo preoccupati come lo sono i nostri governanti. Attendiamo una svolta che però, sinceramente, non appare all’orizzonte. Senza contare che le conseguenze di ciò che accade ora poi si faranno sentire anche nei prossimi mesi, con aumenti generalizzati ovunque. Stiamo alla finestra a guardare che succede ma non abbiamo graniddime prospettive per il futuro”.

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