Come Adico riceviamo molte lettere e segnalazioni da parte di cittadini vittime, almeno per quanto riguarda il loro racconto, di soprusi o disservizi. Abbiamo dunque deciso di pubblicare la mail ritenute più emblematiche evitando di indicare in modo specifico i possibili autori dei “misfatti” in quanto non siamo in grado di provate la veridicità di ogni testimonianza. Di contro riteniamo corretto riportare le testimonianze perché le stesse possono rappresentare un reale spaccato di singole esperienze che possono trovare riscontro in analoghi racconti. Da oggi, dunque, ci impegnamo a riportare le vicende che ci giungono nel nostro sito o nella nostra mail, in modo da poter dare a voce a quelle vittime che spesso sono costrette a vivere silenziosamente la propria disavventura. Ovviamente questa rubrica può essere veicolo fondamentale per fare emergere situazioni che passano spesso sotto silenzio perché, chi le racconta, non trova i canali adeguati per farsi ascoltare.
IL FURTO DEL RIFORNIMENTO
Lo scorso 11 aprile dopo essere giunta a un distributore IP di Mestre, ho effettuato il rifornimento alla mia lancia Ypsilon.
Erano circa le ore 16.
Mi sono posizionata alla colonnina per le pompe 3,4,5,6 e ho iniziato il procedimento di inserimento della carta di debito. Ho scelto la pompa 3 perchè alla 4 un mese prima avevo avuto un problema con la l’ erogazione, prontamente risolto dall’assistente che lavorava li.
Ma quel giorno era sabato e non vi era nessuno degli addetti.
Ho effettuato tutti i passaggi necessari dopo aver inserito il bancomat ed ho alzato la pompa n 3 ma non è fuoriuscita neppure una goccia di gasolio. Può essere che io non abbia cliccato con sufficiente forza sul tasto 3, ma non lo so.
Ho cercato di cliccare nuovamente il numero in questione, mi sono guardata intorno per vedere se ci fosse un numero di telefono a cui fare riferimento ma ho visto che c’era solo una mail a cui scrivere e l ho fotografata con il mio cellulare. Sono tornata alla tastiera e ho cliccato sul tasto del rimborso e …..mi è uscito uno scontrino di 68,76 euro, un prelievo effettuato alla pompa 6 esattamente nella zona opposta dove mi ero fermata a far gasolio. Ero quasi tentata di buttarlo via perché mi ero detta: “Non è mio” poi ho visto che la data inserita era quella di quel giorno e anche l ora e l’ho tenuta per farla vedere, eventualmente, al benzinaio.
Agitata, ho spostato la macchina perchè non volevo disturbare gli altri automobilisti arrivati a far benzina ma comunque mi sono fermata nell’area del distributore.
Ho così scritto una mail all’IP, da cui mai ho avuto risposta. Nel contempo ho controllato l’ app della mia banca.
Quei 68,76 euro erano stati addebitati a me. Ma come era possibile se la pompa n. 6 era dalla parte opposta alla mia? Che arcano!!!!
Sono andata a fare gasolio in un’altra pompa e poi a casa ho chiamato la Guardia di Finanza che ha preso nota e mi ha detto di tornare il lunedì mattina dai responsabili del distributore e che forse, si sarebbe risolto tutto.
Così ho fatto. Il responsabile, signor Claudio, ha guardato le telecamere e ha visto che qualcuno, dopo aver notato quello che mi stava accadendo, si è realmente fatto il pieno alla pompa n 6.
L’ addetto del distributore, però, mi ha comunicato che lui non può avrebbe potuto fare niente e che per chiarire la situazione sarei dovuta andare dai Carabinieri, addetti allo sbobinamento delle telecamere.
L’ho fatto immediatamente e ho
Denunciato l’accaduto: generalità, documenti, targa e sinceramente penso che tutta la faccenda si sarebbe chiusa lì.
Invece il Carabiniere, persona sensibile e volenterosa, dopo la mia denuncia è andato a prelevare il filmato delle telecamere ed il giorno dopo mi ha richiamato.
Abbiamo guardato il video, colti da grande stupore. Un padre con un figlio di 12 anni circa, dopo aver visto cosa mi era successo, è andato direttamente alla pompa n 6 dove c’era la sua macchina bianca, di piccola cilindrata e si è rifornito di diesel. Ha avuto però un attimo di esitazione e di è quasi avvicinato a me, forse colto da una legittima remora. Poi invece ci ha ripensato, è salito in macchina e se ne è andato dando a suo figlio una lezione magistrale: Siamo furbi e bravi!! Così si frega il prossimo!!
Ma non è ancora finita, l’ultima beffa è questa: pur sbobinando le telecamere, la targa era illeggibile e quindi non è stato possibile identificate questo automobilista disonesto. Non potrà essere identificato, nessuno verrà punito, perché se la targa non si vede a chi mai si potrà addebitare il pieno del diesel?????
Non il distributore IP che ha erogato il carburante, NO il padre con il ragazzino che ha rubato il pieno…L’unica penalizzata sono io!!!!
E anche se i carabinieri sono stati celeri ed hanno immediatamente fatto il loro dovere, a me resta un grande amaro in bocca per la disonestà di un uomo che ha fornito un pessimo esempio al proprio giovane figlio.