Venezia. Com’era ampiamente prevedibile, l’elefante ha partorito il topolino. Lunedì il governo ha decretato il mini-sconto sul carburante anzi, solo sul gasolio, visto che da inizio 2026 – con il riallineamento della accise – il suo prezzo ha superato quello della verde.
Parliamo di una riduzione di 17 centesimi al litro fino al 6 agosto, praticamente 10 giorni di agevolazione che non cambiano assolutamente nulla per la tasche degli automobilisti mestrini, anche considerando che, come annunciato dagli stessi gestori delle pompe di benzina della terraferma, il prezzo del carburante nei prossimi giorni è destinato comunque a salire per le solite dinamiche internazionali.
In tale contesto Adico ha analizzato il trend dei prezzi del carburante (modalità self) nella terraferma veneziana a partire dall’estate del 2021 quando non era ancora partita l’aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.
A quei tempi a Mestre la “verde” costava circa 1,65 euro al litro sicché per un pieno da 50 litri si sborsavano poco più di 80 euro (82,50 per la precisione). Il diesel veniva addirittura 1,50 euro al litro e per riempire il serbatoio bastavano 75 euro.
Nell’estate del 2022, quando la cosiddetta “operazione speciale” era cominciata, il costo della benzina in terraferma è schizzato fino a 1,90 euro (95 euro per il pieno) mentre il gasolio ha superato quota 1,80 euro (90,50 euro per 50 litri).
Andando avanti nel tempo le cose non sono migliorate: nell’estate del 2023 la benzina costava mediamente 1,94 euro (97 euro per il pieno) mentre il diesel è “sceso” a 1,80 euro (90 euro per riempire un serbatoio da 50 litri).
Estate 2024, qualcosa sembra migliorare: nei distributori mestrini la “verde” costa in media 1,84 euro (92 euro per il pieno) e 1,72 euro il diesel (86 euro per 50 litri). L’anno dopo la benzina si attesta attorno a 1,80 euro mentre il gasolio scende a un più accettabile costo di 1,65 euro al litro.
Nel 2026, il tracollo. Il governo, come da direttiva Europea, riallinea le accise di gasolio e benzina, provocando un clamoroso sorpasso del prezzo del diesel e, di conseguenza, mettendo in grande difficoltà la maggior parte degli automobilisti, che possiedono appunto vetture a gasolio e i piccoli autotrasportatori che non godono di accise agevolate ma riforniscono comunque alimentari e supermercati di prodotti di prima necessità i cui prezzi nel corso dell’anno sono cresciuti.
Arriva poi lo scriteriato attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e scoppia i patatrac che ci porta ai prezzi odierni. Per un litro di benzina si spendono 1,90 euro al litro, quindi 95,26 euro per il pieno. Il gasolio, pur considerando i 17 centesimi di sconto decretati a inizio scorsa settimana, arriva a 2 euro al litro (100 euro per un pieno).
Insomma, facendo un confronto impietoso fra il periodo pre-guerra in Ucraina e oggi, ci troviamo di fronte a una situazione economicamente drammatica a fronte di stipendi fermi e di un’inflazione che nel 2022 ha messo in ginocchio intere famiglie veneziane, facendo impennare in particolare, come detto, i prezzi dei prodotti alimentari che da quel momento non sono più scesi (anzi, sono ancora saliti seppur a percentuali più contenute rispetto proprio al 2022).
Riassumendo: nell’estate 2021 a Mestre la verde in modalità self costava in media 1,65 euro al litro, il gasolio 1,50. Oggi la benzina costa il 15,45% in più (12,75 euro di extra-esborso per un pieno da 50 litri) mentre il diesel viene un terzo in più, e per un pieno da 50 litri gli automobilisti e i piccoli autotrasportatori devono spendere 25 euro in più rispetto al 2021.
“Il provvedimento del governo è ridicolo e si traduce in puro spot elettorale, neppure molto efficace a dire il vero – attacca Carlo Garofolini, presidente di Adico -. I 17 cents di sconto sul gasolio non cambiano nulla, anche perchè i prezzi sono destinati a salire. Chiaramente la situazione è figlia di un tragico contesto internazionale dove le guerre la fanno da padrone ma non possiamo scordare quello che ora risulta uno dei più grandi autogol della presidente Meloni la quale quando era al governo inscenava assurdi teatrini contro la accise sul carburante e ne chiedeva la generale riduzione se non addirittura l’eliminazione. Gli sconti sul carburante, si sa, costano moltissimo ed è già successo che i soldi venissero trovati anche con tagli a settori fondamentali come la Sanità. Detto ciò, andando avanti di questo passo gli automobilisti mestrini con vetture diesel saranno costretti a cambiare macchina non si sa bene con quali soldi. A questo punto, visto che l’automobile è oggettivamente un bene a cui la maggior parte delle persone non può rinunciare e dato che su di essa, oltre ai folli costi della benzina, insistono altre spese, ci chiediamo se la Regione Veneto non possa valutare almeno in questa situazione incontrollata e incontrollabile, la sospensione del bollo auto, in modo da ammortizzare questi prezzi folli del carburante che stanno mettendo alle corde tanti mestrini“.
2 risposte
Chiedere alla Regione Veneto di eliminare il bollo auto per quest’anno è demagogico così come Meloni e Salvini, prima di andare insieme al governo, promettevano l’eliminazione delle accise sui carburanti. Gli italiani sono dei pecoroni che vanno spremuti per bene come limoni, meglio se nel periodo estivo quando non rinuncerebbero per nessun motivo alle ferie. Siamo abituati a lagnarci ma poi non facciamo mai nulla di concreto, è nella nostra indole. Quindi fanno bene i governanti ad approfittarne, anch’io lo farei se fossi in loro.
Salve Alessio, hai perfettamente ragione, la nostra è pura provocazione. Ma noi siamo un’associazione dei consumatori e possiamo permetterci anche le provocazioni il problema è quando la demagogia entra nel linguaggio di chi si candida alle elezioni e (anche) grazie a quelle promesse va a governare. Poi, in realtà, la richiesta di abrogazione de bollo rientra fra le nostre priorità, visto che si tratta di una tassa che mon ha alcun palese contrappasso per gli automobilisti al contrario, per esempio, dell’Rc auto.
Grazie per il suo intervento
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico.