Contatori sigillati per una sospetta fuga di gas. Due famiglie di Castello al freddo da 17 giorni. Adico: “inaccettabile”.

Venezia. La puzza di gas, l’intervento dei tecnici, la chiusura dei contatori. Ruota attorno a queste tre “fasi” il grave disagio che da più di due settimane stanno vivendo due famiglie residenti in un condominio di Castello, al numero civico 3013. Dal 9 novembre scorso, infatti, Moreno Spolaor, 65 anni, pensionato, la moglie Fabrizia Sambo, 62 anni, casalinga, Andrea Dal Mas, 45 anni, barista, e la madre, pensionata classe 1945, sono costretti a vivere senza gas, e in particolare senza riscaldamento e senza acqua calda. Da 17 giorni, insomma, i quattro sono al gelo, si lavano con l’acqua fredda e mangiano cibi scaldati in microonde o nel fornetto. E a nulla, per ora, sono serviti i contatti con Italgas che in questo momento passa la palla ai rispettivi fornitori delle due famiglie.

Ma partiamo dall’inizio. Alle ore 20 del 9 novembre scorso i tecnici di Italgas sigillano due contatori del condominio di Castello, dove risiedono in tutto cinque famiglie, per una presunta perdita di gas. Il 12 novembre l’idraulico intervenuto per verificare la situazione comunica che il problema è risolto e che quindi si può procedere con la riapertura dei contatori. Il 15 Italgas manda un sms alle due famiglie comunicando che tre giorni dopo, il 18, sarebbero intervenuti fra le 10 e le 12 per togliere i sigilli e per riattivare la fornitura. Il giorno stabilito, però, alle 13, ricevono una comunicazione dal distributore che rinvia l’appuntamento al giorno successivo, sempre con lo stessa finestra oraria. Nel condominio, però, i tecnici non arrivano neppure il 19, anche se, secondo Italgas, sarebbero passati ma non avrebbero trovato nessuno. Da qui in poi, inizia il rimbalzo di responsabilità fra il distributore e i fornitori delle due famiglie.

“Questa storia ci lascia basiti e stupefatti – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – siamo a fine novembre, fa freddo, fra le persone coinvolte c’è una anziana di 80 anni che, fra l’altro, da quanto ci è stato riferito, una notte di queste è caduta e si è rotta il femore mentre andava a recuperare la stufetta in un’altra stanza, visto che in casa si stava gelando. Com’è possibile procedere a questi ritmi sapendo che ci sono quattro persone senza riscaldamento, senza acqua calda, senza gas per i fornelli? Il contatore è stato sigillato il 9 e il tecnico si è presentato tre giorni dopo. Passano ancora tre giorni e Italgas invia un sms comunicando che, fra altri tre giorni, avrebbero riaperto il contatore. Già queste tempistiche sono inaccettabili, considerando la situazione. Adesso siamo addirittura a un punto morto, in cui il distributore afferma di aver fatto ciò che doveva fare e che ora attende nuovo indicazioni dai fornitori delle due famiglie. E’ pure strano pensare che i condomini non si siano fatti trovare nella fascia indicata dato che non aspettano altro di riavere il gas. Alla fin fine, da 17 giorni i quattro sono al freddo e adesso si sono rivolti a noi. Chiediamo un intervento immediato perché non è più possibile permettere che queste persone stiano ancora senza riscaldamento e acqua calda con queste temperature”.

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