Le richieste di assistenza da parte di ex dipendenti pubblici mestrini ora in pensione iniziano ad aumentare esponenzialmente. I cinque casi seguiti dall’Adico – di cui uno già andato (parzialmente) a buon fine ma solo dopo la presentazione di un decreto ingiuntivo da parte dell’associazione – potrebbero essere solo la goccia in un mare “infestato” da situazioni analoghe. Di cosa stiamo parlando? Semplice, almeno all’apparenza. Quando un dipendente pubblico va in pensione matura, come ogni lavoratore, un trattamento di fine rapporto (Tfr) o di fine servizio. Esattamente come succede nel settore privato. Però, c’è un però. Nel privato il datore di lavoro corrisponde immediatamente l’importo maturato dal pensionando, mentre nel pubblico l’Inps, per così, dire, se la prende molto comoda. Il primo presupposto è che l’Ente previdenziale, in più di qualche occasione, non comunica al diretto interessato neppure l’importo maturato durante gli anni di lavoro. Ma fosse solo questo il problema, potremmo definirlo risolvibile senza salti mortali. Il vero guaio è un altro, come dimostrato dalla storia di un nostro socio che ha visto riconoscere il propri diritti (tradotto: ha ricevuto il tfr) solo dopo l’intuizione del legale Adico che ha presentato un decreto ingiuntivo capace di ottenere lo scopo prefissato, ovvero la liquidazione del Tfr al socio, anche se all’appello mancano rivalutazione monetaria e spese legali, che comunque Adico ha già richiesto. Qual è l’inghippo? Ai dipendenti pubblici l’Inps corrisponde il trattamento 24 mesi dopo aver maturato le pensione. Di più. Se il Tfr/tfs è superiore ai 50 mila euro, l’Ente paga una prima rata entro due anni e per la seconda il diretto interessato deve attendere un altro anno.
Tutto ciò, chiariamo, è illegittimo. Non lo dice Adico ma la Corte Costituzionale che conferma appunto l’illegittimità della norma applicata dall’Ente perché discrimina il lavoratore privato dal lavoratore pubblico. Perché al primo il tfr viene corrisposto subito e al secondo dopo due anni (ma anche tre, se l’importo è superiore ai 50mila euro?).
“Invitiamo tutti i dipendenti pubblici vittime di questa pratica a contattarci subito – è l’invito di Carlo Garofolini, presidente dell’associazione -. Dopo il primo caso seguito dal nostro legale e conclusosi con un ottimo risultato, anche se ora attendiamo interessi spese legali, abbiamo definito la strategia per far valere i più che legittimi diritti dei lavoratori. Non è giusto che vi siano queste discriminazione fra pubblici e privati anche se conosciamo le difficoltà per l’Inps di far quadrare i conti. Però l’Ente previdenziale lo sa benissimo, tanto che in un secondo caso che abbiamo affrontato di recente e che riguarda un pensionato oggi residente in Portogallo abbiamo ottenuto il tfr con la semplice diffida: senza decreto ingiuntivo, molti pensionandi puntano sul Tfr per motivazioni spesso legate alle necessità figli nipoti. Quei soldi possono servire per aiutare i familiari a comprare casa, a pagare spese improvvise, all’acquisto di un auto. Insomma, sono fondamentali. E, anche dopo la chiara sentenza della Corte Costituzionale, l’Inps deve assolutamente mettersi a regime e seguire le stesse modalità delle aziende del settore privato”.
6 risposte
Buongiorno,
il prossimo gennaio al compimento dei 67 anni andrò in pensione, con pensione di vecchiaia.
Attualmente lavoro presso la Camera di Commercio di Venezia Rovigo, ed al riguardo volevo sottolineare che le Camere di Commercio non versano all’INPS il TFR dei dipendenti, che quindi è trattenuto nelle casse dell’Ente.
Ciò nonostante, essendo un Ente pubblico, il TFR viene erogato secondo le attuali modalità riservate ai pubblici dipendenti, laddove potrebbe essere erogato senza alcun aggravio nei confronti dell’INPS.
Chiedo pertanto se si potrà avere Vs. assistenza.
Cordiali saluti
Buonasera signor Vianello certo che può avere assistenza, ci contatti pure allo 041-5349637 (dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19).
La aspettiamo
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
Sono già stato presso la vs. sede parlando con il legale, ma il consiglio era di non procedere in quanto manca l’esatta quantificazione dell’ importo del tfs.
A questo punto bisognerebbe avviare una class action comune.
A disposizione.
Buonasera signor Adriano, purtroppo non esistono i (rigidi) requisiti legali per la classa action, che in Italia è davvero difficile da applicare. MI spiace che lei non abbia potuto procedere, noi comunque continueremo a segnlare e a denunciare questa situazione perchè è ovviamente ingiusta e illogica.
Buona serata ed grazie per aver dato comunque fiducia alla nostra associazione anche se il nostro legale non è potuto intervenire.
Buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
Sono contento che il mio caso possa essere stato di stimolo per altri colleghi statali che hanno avuto le stesse esperienze negative da parte del l’imps. E ringrazio pubblicamente l’avvocato e l’Adico per l’assistenza avuta.
Salve signor Cristiano, grazie a lei per la fiducia riposta nell’associazione, ci hanno già chiamato diverse persone nella stessa sua paradossale situazione.
Buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico