“Firmi questo modulo per la privacy”. Anziana veneziana si ritrova senza volerlo con un contratto per 12 mila euro di acquisti

Venezia. Ancora loro. Con la loro spudoratezza e la capacità di raggirare persone anziane e sole senza provare alcun rimorso. Insomma, i venditori porta a porta di contratti presentati come cataloghi o come semplici moduli per la privacy (come nel caso che stiamo per raccontare) stanno tornando all’attacco dopo un periodo di relativa calma. La vittima del raggiro questa volta è una 80enne di Salzano (Venezia) che si è ritrovata a propria insaputa con un contratto da circa 12 mila euro per l’acquisto (in tre anni) dei classici articoli per la casa, in particolare materassi e cuscini.

Tutto ha inizio con una telefonata che l’anziana riceve dall’operatrice di un non meglio specificato call center che le chiede la disponibilità per un sondaggio telefonico in merito alle abitudini di consumo di oggetti vari, tra cui elettrodomestici, di marca italiana. L’80enne risponde senza problemi instaurando un dialogo cordiale. Alla fine l’operatrice le offre la possibilità di ricevere una tessera per poter usufruire di sconti su prodotti “nazionali” e la donna accetta.

Il 4 aprile una “venditrice” si presenta a casa dell’80enne, che in quel momento si trova da sola, per fornire la tessera promessa. Al momento della consegna le presenta un modulo giallo da firmare. In prima istanza l’anziana si allerta e si rifiuta ma viene tranquillizzata dall’operatrice che fa notare come anche in negozio si debba porre la propria firma per ricevere la fidelity card e che si tratta delle solite sigle per la privacy.

La “vittima designata”, convinta di ricevere solo una tessera non vincolante si decide a firmare senza essere informata della vera natura della carta e delle condizioni riportate nel retro. Rimanendo convinta che si tratti di una pura formalità, archivia il modulo e non ne parla con nessuno, non nutrendo alcun dubbio o timore in merito.

Qualche giorno fa, però, riceve la chiamata da un operatore che con toni alterati e irrispettosi le solleva accuse in merito al fatto che si stia negando al telefono e la invita a tener fede alle firme fatte. Solo in quel momento alla donna torna in mente il modulo firmato. Così ne prende visione in maniera precisa, venendo a conoscenza degli obblighi a cui ha aderito, tra cui una spesa minima di 3.990 euro annuali per 3 anni su generici articoli per la casa.

Il 17 giugno un operatore si presenta all’abitazione dell’anziana per formalizzare l’ordine e lei, terrorizzata dalla situazione e dall’idea di dover sborsare circa 12mila euro, tenta di uscire dall’ impasse. L’operatore allora le “concede” di poter fare un unico acquisto di 2 materassi e 2 cuscini – che non le servono – per un totale di 2.440 euro più 90 di spedizione . Solo così potrà definitivamente liberarsi del contratto iniziale.  

L’80enne, rassegnata consegna quindi un anticipo in contanti di 440 euro con l’accordo che il 19 giugno, al momento della consegna, salderà l’importo rimanente di 2.090 euro. Solo a seguito della visita del 17 giugno la donna, mortificata dalla situazione e resasi conto di essere stata raggirata, avverte dell’accaduto la figlia e insieme decidono di non farsi trovare a casa il giorno stabilito per la visita e si rivolgono all’Adico per farsi tutelare.

“Continuiamo a stupirci di come possano esistere persone così spietate da comportarsi in questo modo con una persona anziana e sola – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Speravamo che questa tecnica non venisse più utilizzata ma evidentemente ci sbagliavamo. Ora interverremo con il nostro ufficio legale cercando di risolvere la situazione come già successo nel 95% degli innumerevoli casi simili seguiti dall’associazione a partire dal 2019. Siamo ben oltre i 14 giorni per il recesso, com’è ovvio visto che la tecnica è proprio questa, presentarsi quando ormai non si può annullare il contratto. Però noi contesteremo proprio l’assenza di volontà da parte dell’anziana che non aveva alcuna intenzione di acquistare niente, chiederemo l’annullamento del contratto e la restituzione di quanto già versato. A nostro giudizio il giusto inasprimento delle pene per chi truffa persone anziane introdotto dal governo dovrebbe riguardare anche questi furbetti della vendita porta a porta”.

6 risposte

  1. Esistono questi delinquenti che starerebbero bene in galera, ma non si può dire che la signora si sia comportata con prudenza.
    Forse doveva chiaccherare meno e stare più attenta a quello che ha firmato. Magari rivolgersi alle Forze dell’ Ordine per tempo e denunciare?!
    Oltre al fatto che televisione, giornali e social sono pieni di di queste segnalazioni, quindi non sempre la disattenzione è scusabile!

    1. Salve Giovanna…tieni conto che parliamo di una persona anziana che vive sola…c’è poco da fare, gli anziani vengono spiazzati con più facilità perché sono più ingenui e forse non sono abituati alla spudoratezza di certi personaggi.
      Grazie per l’intervento e buona serata
      Gianluca
      uff. stampa Adico

  2. Ringrazio ancora Adico per avermi tolto di torno questi truffatori e per avermi fatto riavere indietro anche la caparra di 50 €.
    La metodica è sempre la stessa e anche io resto stupita di come questi soggetti riescano ancora a girare pressoché impunemente, approfittando di persone fragili, anziane o, come la sottoscritta, ingenue.
    Grazie ancora, a distanza di due anni.

    Iole M.

    1. Grazie mille signora Marcatili, in effetti siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti su questo fronte anche se, come dice lei, preferiremmo non essere più costretti a intervenire. Purtroppo a quanto pare questa pratica commerciale prosegue senza soluzione di continuità.
      Buona serata
      Gianluca
      uff. stampa Adico

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