Venezia. Oltre a essere fra le tasse più odiate dai cittadini, il bollo scatena da sempre contrasti serrati fra Regioni e automobilisti. Da una parte, le pressanti richieste di pagamento a soggetti ritenuti inadempienti, dall’altra le proteste dei diretti interessati, che invocano per il diritto alla prescrizione del pagamento. La storia di B.A., 64enne consulente aziendale residente nel centro storico veneziano, rientra invece fra quelle peculiarità che richiedono l’evocazione di norme particolari. Nel caso in questione, infatti, la Regione del Veneto richiede all’uomo il pagamento di 5 bolli auto per un valore complessivo di 600 euro. Il problema, però, è che il mezzo chiamato in causa è esentato da questa tassa trattandosi di un veicolo di interesse storico (articolo 63, comma 1 della legge 342/2000) e per la precisione di un furgone Volkswagen modello TYP23 costruito nel 1967.
Per l’A.S.I., l’Automotoclub Storico Italiano, non ci sono dubbi: il furgone del consulente aziendale, “essendo in possesso dei requisiti delle caratteristiche prescritte dal regolamento tecnico di questo Ente, è classificato di interesse storico ed è iscritto nel Registro a partire dal 22 ottobre 1999”. Dunque, concludendo, non è sottoposto alla tassa automobilistica. Ma perché, allora, pur di fronte a questa evidenza, la Regione del Veneto chiede il pagamento di cinque bolli, dal 2019 al 2023? La questione, secondo quanto riferito dallo steso B.A. all’ufficio legale dell’Adico, ruota attorno a una circostanza all’apparenza banale: l’uomo è in possesso di una partita Iva. Quindi da Palazzo Balbi si suppone che quel furgone venga utilizzato per fini lavorativi, sia dunque un mezzo a uso professionale, quindi sottoposto alla tassa regionale.
“Abbiamo scritto alla Regione Veneto – racconta Carlo Garofolini, presidente di Adico – evidenziando che il nostro socio fa il consulente aziendale, non usa il furgone per fini lavorativi. Anzi, ormai quel mezzo è parcheggiato da tempo e non viene neppure più “esposto” ai raduni di auto d’epoca, come successo in altre occasioni. Abbiamo chiesto l’annullamento dell’avviso di accertamento sopra indicato. E ne approfittiamo per richiedere una revisione generale de bollo auto che a nostro avviso dovrebbe essere abrogato, come diciamo da sempre, perché sull’auto insistono già tanti altri costi e imposte molto alte. E la macchina, per la maggior parte delle persone, non è un bene di lusso, ma un mezzo indispensabile. Capiamo perfettamente che togliere il bollo significa levare risorse importanti alla Regione. Ma forse con una maggiore efficacia nella lotta all’evasione fiscale, si potrebbe superare questo ostacolo”.