In attesa di capire cosa deciderà il governo su una possibile rottamazione quinques – che secondo Adico sarebbe necessaria per fornire un’altra chance a chi è davvero in difficoltà con i pagamenti – è stata definita una proroga per onorare l’ottava rata della rottamazione quater 2025. Inizialmente la scadenza era fissata per sabato 31 maggio ma il termine slitta al 2 giugno visto che il 31 è un giorno pre-festivo e si trova a ridosso della festività del 2 giugno.
Di fatto il termine passa dunque al 3 giugno ma bisogna considerare anche 5 giorni di tolleranza previsti per legge. Di conseguenza, il termine ultimo per essere in regola slitta a lunedì 9 giugno 2025. Oltre tale data, si perdono i benefici della rottamazione.
Oltre quella data, insomma, le definizione agevolata decade e il debito originario si riattiva totalmente con interessi, sanzioni e aggio.
Adico ha seguito molti cittadini nella richiesta si adesione alla rottamazione quater che consentiva una dilazione del debito con relativa esclusione di sanzioni e interessi. C’è però da dire che, anche con questa opportunità, in molti non sono riusciti a versare quanto prefissato. Secondo il monitoraggio dell’associazione un contribuente su tre non è ha rispettato le scadenze e di certo la riapertura dei termini è stata una buona notizia anche se per molti le difficoltà permangono.
In tale contesto prosegue la discussione sulla possibilità di avviare una nuova rottamazione. Un intervento che di certo può avere aspetti contradittori perchè sembra favorire i comportamenti di chi non paga pure avendone le disponibilità.
In tale contesto, sottolinea Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, “capiamo le perplessità delle tante persone che non hanno problemi con il fisco e che ritengono ingiusto che vengano alleggerite le cartelle di chi non paga. Non solo. E’ vero che rottamazione e condoni possono favorire comportamenti scorretti. C’è chi dice, non pago tanto prima poi arriva una sanatoria. Noi però vediamo ogni giorno situazioni di persone che non hanno proprio le disponibilità di onorare i propri debiti perché non hanno le risorse. Non si tratta di furbetti o di sprovveduti che ne approfittano ma di soggetti che proprio non ce la fanno. E’ per loro che chiediamo una nuova rottamazione. La quinques è molto più sostenibile della quater che prevedeva un rimborso, senza more o sanzioni che incidono anche fino al 50% dell’intera somma contestata, in quattro anni. La nuova rottamazione contemplerebbe 120 reta da pagare in dieci anni. Una boccata d’ossigeno per tanti soggetti indebitati e con l’acqua alla gola”.