In Veneto calano ancora le nascite. Nel 2024 sono “arrivati” quasi 5 mila bimbi in meno rispetto a 5 anni prima.

Venezia. Pannolini, abiti, farmaci, biberon, culla, giochi, creme, sterilizzatori, latte e pappe, fasciatoio, girello, seggiolone e chi più ne ha più ne metta. Mantenere un neonato nel suo primo anno di vita può risultare davvero costoso con una spesa che oscillare far i 650 e i 1.400 euro al mese. Ma anche negli anni successivi gli esborsi per una famiglia sono quasi ingestibili e non stupisce, dunque, che molte coppie ci pensino mille volte prima di mettere al mondo un figlio. Una circostanza figli anche dei nostri tempi, dove si preferisce non essere troppo impulsivi, rinviando, se non rinunciando, anche al ruolo di genitore.

Proprio in questi giorni l’Istat ha diffuso i dati nazionali sui nuovi nati, che all’1 gennaio 2025 registrano un altro calo, confermando un trend di denatalità che non mostra alcuna inversione di tendenza, se non in alcune zone e in modo pressoché irrisorio.

Adico ha elaborato i dati sulle nascite riferiti alle sette province del Veneto fotografando così un panorama dai contorni foschi.

Guardando i dati all’1 gennaio 2025 (quindi relativi a tutto il 2024) nel territorio regionale si intravede l’ennesima diminuzione delle nascite, in questo caso rispetto ai numeri registrati all’1 gennaio 2024 (relativi all’intero 2023): 342 bebè in meno con un calo dell’1,13%. In questo caso, le pri9vince di Padova, Belluno e Vicenza possono contare su dati più confortanti perché in crescita da un anno all’altro ma il trend veneto resta negativo.

Ma se spostiamo il confronto al 2019 (in riferimento a tutto il 2018) la realtà emerge in modo molto più drammatico. Nell’arco del 2024 sono nati circa 5 mila bimbi in meno rispetto a tutto il 2018 con una decrescita del 16%. Questa cifra racconta in modo molto chiaro un contesto di denatalità che pare ormai inarrestabile.

“Le difficoltà che vivono le famiglie italiane – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione sono sotto gli occhi di tutti, certificate anche dalla recente indagine dell’Istat sulle condizioni di vita e sui redditi degli italiani. La denatalità ha sicuramente alla base più fattori legati ai cambiamenti culturali particolarmente marcati a partire dal nuovo millennio. Non riduciamo dunque il fenomeno a semplice problema economico perchè va ben oltre questa sfera. Coma associazio0ne die consumatori, però, non possiamo trascurare l’aspetto dei soldi visto quanto costa mantenere un bimbo anche nei suoi primi mesi di vita. Se una coppia deve sborsare fra i 640 e i 1.400 euro al mese per il bebè, non stupisce che qualche potenziale genitore ci pensi più volte prima di diventarlo in modo ufficiale. Insomma, alla base di una possibile inversione di tendenza non possono mancare politiche mirate al contenimento dei prezzi di alcuni prodotti specifici, come i pannolini, ma anche di contributi per le rette degli asili nido, per i libri e per altre attività indispensabile per la crescita del bambino. Investire su questi intervento è l’unico modo per contenere un problema che, come sottolineato prima, è in molti casi figlio di un mutato approccio culturale nei confronti del concetto di famiglia”.

Nuovi nati all’1 gennaio del relativo anno
provincia2025202420192025/20242025/2019
var. ass.var. %var. ass.var. %
Belluno1.0761.0641.272121,12%-196-18%
Padova5.7125.6696.648430,75%-936-16%
Rovigo1.1251.1871.316-62-5,51%-191-17%
Treviso5.5815.7486.583-167-2,99%-1.002-18%
Venezia4.7334.9205.631-187-3,95%-898-19%
Verona6.1636.2337.291-70-1,14%-1.128-18%
Vicenza5.7575.6686.351891,55%-594-10%
VENETO30.14730.48935.092-342-1,13%-4.945-16%
Fonte: elaborazioni Adico su dati ISTAT

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