L’ottimismo dei consumatori tedeschi non basta a spingere il rimbalzo dei mercati del Vecchio continente. Al centro delle attenzioni degli investitori resta la Grecia dopo il “no” del cancelliere tedesco, Angela Merkel, al taglio del debito di Atene. Oggi, intanto, si riunisce il primo consiglio dei ministriguidato da Alexis Tsipras. I fari sono tutti rivolti su Yanis Varoufakis, l’economista diventato ministro delle Finanze che vuole cambiare la politica europea; è da tutti considerato un falco dell’anti austerity, ma è conosciuto per essere molto preparato e pragmatico. L’Europa resta alla finestra, mentre la Borsa di Atene peggiora con l’avanzare delle contrattazioni arrivando a perdere quasi dieci punti percentuali. E la Commissione fa sapere – all’unanimità -: “Ci aspettiamo il rispetto di quanto è stato promesso”.
Ma se la Grecia resta un incognita da 330 miliardi di euro (177% del Pil) di debito, la vera preoccupazione delle Borse è rivolta alla debole ripresa economica. Dopo il lancio del quantitative easing da 1.140 miliardi della Bce, i mercati guardano alla riforme dei paesi europei e a come si attrezzeranno per sostenere la domanda e la ripresa economica.
In questo senso resta un ottimo indicatore della situazione il prezzo del petrolio che continua a scendere anche in attesa dei risultati della riunione della Fed – che stasera potrebbe annunciare un ritmo di rialzo dei tassi più lento del previsto – e dei dati sulle scorte petrolifere Usa, attese in aumento, proprio per i bassi consumi: il Brent quota a 49,3 dollari, mentre il Wti vale 45,3 dollari. L’euro si stabilizza sul dollaro, contro il quale passa di mano in area 1,135. Continua invece a perdere terreno il rublo, con l’euro che quota in area 77. (La Repubblica)