Le due addizionali (regionale e comunale) costano a dipendenti e pensionati veneti circa 550 euro pro-capite l’anno. Adico: “seria lotta all’evasione per abbassare questi balzelli”

Mestre. Due gettiti importanti – che per i lavoratori dipendenti pesano in media fino a circa 550 euro in un anno -, utilizzati soprattutto per finanziare servizi locali. Le addizionali Irpef regionali e comunali sono di fatto imposte che riducono la busta paga di lavoratori e pensionati, già di per sé tartassati da una elevatissima tassazione. E’ possibile ridurre questi due balzelli in modo tale, però, da non intaccare i servizi, in particolare quelli sociali? Adico è convinta di sì, anche se è necessario prevedere contemporaneamente compensazioni proprio per non perdere risorse comunque essenziali.

“Il peso di queste due addizionali non è irrilevante sulle buste paga di lavoratori e pensionati – annota Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Siccome parliamo delle due categorie che, assieme, pagano fra l’80 e il 90 per cento di tutta l’imposta sui redditi delle persone fisiche, siamo convinti che le aliquote si potrebbero alleggerire se non addirittura eliminare con una seria lotta all’evasione che recuperi almeno un quarto dell’evasione fiscale. Basterebbe per coprire i buchi dell’eventuale abolizione delle addizionali”.

Ovviamente la battaglia contro il sommerso appare tutt’altro che semplice anche se si spera che lo sviluppo della tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, possa in futuro accrescre l’efficacia della lotta all’evasore. Nel frattempo, però, secondo Adico ci sono alytre cose che si possono fare per rendere più eque e sostenibili le addizionali regionali e comunali.

“Crediamo sia necessario lavorare molto su un allargamento e un ampliamento delle esenzioni per i redditi più bassi – spiega a tal proposito ancora Garofolini – come si sta facendo in diversi Comuni a livello territoriale. Di contro, però, è necessario prevedere aliquota maggiori per i redditi più alti. Una cosa all’apparenza impopolare, che a livello elettorale funziona poco ma che sul piano pratico non ha particolari controindicazioni, considerando che, anche alzandola, la percentuale di prelievo non influisce in modo rilevante su uno stipendio molto elevato. Anzi, in questo modo il gettito sarebbe destinato a crescere fornendo qualche euro in più per i servizi”.

Adico ha verificato l’incidenza delle due addizionali su lavoratori e pensionati veneti basandosi sui dati pubblicati dal Mef. Partendo dai numeri relativi all’ultimo anno disponibile (dichiarazioni 2024 per l’anno di imposta 2023), sono state estrapolate le cifre relative anche ai quattro anni prima (2022, 2021, 2020 e 2019). Il confronto storico ha mostrato come negli anni sia cresciuto di più il gettito dei pensionati, che grazie alla rivalutazione hanno potuto tutelare il proprio potere d’acquisto protetti da assegni previdenziali elevati, rispetto a quello dei dipendenti che scontano il mancato (perchè non previsto in modo automatico) adeguamento degli stipendi.

Nel 2023 i lavoratori dipendenti del Veneto hanno sborsato in media 355 euro a testa procapite per l’addizionale regionale e 221 euro per quella comunale. I pensionati, invece, 340 euro per la regionale e 210 euro per la comunale. Andando indietro di cinque lustri si può rilevare in modo preciso la variazione del gettito pro-capite. Nel 2019 i dipendenti avevano pagato, infatti, 330 euro alla Regione (25 euro in meno del 2023) e al “Comune” 200 euro (21 euro in meno). Per i pensionati, l’addizionale regionale aveva fruttato in media un gettito pro-capite di 300 euro (contro i 340 euro del 2023) e l’addizionale comunale 180 euro (30 euro in meno). Di fatto, tornando ai lavoratori dipendenti, l’importo medio a persona della “regionale” è cresciuto dell’8%, quello dell’addizionale comunale dell’11%. Il gettito dei pensionati si è invece alzato rispettivamente del 13 e del 17%.

“In tale contesto – conclude Garofolini – insistiamo su una trasparenza totale sull’utilizzo di quelle entrate come della altre, in particolare delle sanzioni per violazioni stradali. E’ molto importante, infatti, che i soldi delle tasse o delle multe siano utilizzati come previsto e non per fare cassa. Visti alcuni palesi buchi sui servizi di territorio, temiamo che non tutte le risorse previste arrivino alla normale destinazione”.

anno di impostadipendentipensionati
add. reg.add. com.add. reg.add. com.
2019              330 €               200 €             300 €          180 €
2020              330 €               200 €             300 €          180 €
2021              340 €               210 €             310 €          190 €
2022              350 €               210 €             330 €          200 €
2023              355 €               221 €             340 €          210 €
var. % 19/238%11%13%17%

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