Venezia. 75 euro in più al mese, 910 euro nell’arco dell’anno. E’ questo, in uno scenario molto ottimistico, il costo dell’inflazione per le famiglie venete nel 2026 rispetto al 2025, supponendo che la spesa e i consumi di quest’anno siano identici a quelli dell’anno passato.
E’ quanto emerge dalle elaborazioni di Adico sui dati Istat che ogni anno analizza l’esborso medio mensile dei nuclei familiari italiani, includendo nella spesa totale tutte le voci del paniere (prodotti alimentari, trasporti, abitazione, istruzione, salute, ecc.).
L’Istituto lo scorso 8 ottobre ha diffuso il proprio studio – molto ampio e variegato come sempre – riferito però alla spesa del 2025.
Secondo quanto emerge dall’indagine, lo scorso anno in Veneto le famiglie (composte in media da 2,2 persone) hanno speso circa 2.530 euro ogni mese per le voci del paniere sopracitate. In particolare, ha sborsato 479 euro mensili per il carrello della spesa e 896 euro per la casa, quindi anche per le bollette (ma non solo).
Nell’anno precedente, quindi nel 2024. ci si era fermati a 2.456 euro mensili, il 3 per cento in meno con 456 euro di prodotti alimentari e 830 euro di spese per la casa.
Per il 2026, invece, calcolando una inflazione al 3% – anche se le stime risultano in crescita negli ultimi mesi – a parità di consumi (o di spesa che dir si voglia), si sfonda quota 2 mila e 600 euro mensili arrivando a 2.604. La sensazione, però, è che fine anno la percentuale dei rincari registrata nell’arco del 2026 sarà ben superiore, tenendo conto che per le bollette di luce e soprattutto del gas sono annunciati incrementi monstre rispetto all’anno passato, con percentili compresi fra il 35 e il 40%.
In tale contesto grazie alle ricerche dell’Istat si può delineare molto bene il tragitto che hanno seguito i rincari e quali sono le motivazione alla base degli stessi.
Torniamo indietro di qualche anno, al 2021. Il Covid comincia a essere tenuto sotto controllo e i consumi salgono rapidamente. La spesa delle famiglie italiane raggiunge quota 2.196 euro mensili, con 387 euro per gli alimentari e 804 euro per le bollette.
Nel 2022, invece, esplode l’inflazione trainata soprattutto all’attacco russo in Ucraina. Quell’inflazione che ci portiamo dietro tutt’ora soprattutto al supermercato e che si è ulteriormente impennata a inizio 2026 con l’ennesima guerra, questa volta dovuta allo scriteriato attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran.
Le conseguenze si vedono all’istante nei dati dell’Istituto di statistica. La spesa media mensile per le famiglie venete sale a 2.372 euro, 176 euro in più al mese, 2.110 euro in più nell’arco dell’anno.
Il quadro è chiaro: il conflitto in Ucraina fa schizzare in su le bollette, il costo totale per la casa (quindi con fatture di luce e gas comprese) passa da 804 a 870 euro mensili. Ma anche il carrello della spesa sale di molto, crescendo da 387 a 412 euro al mese.
Negli anni successivi la morsa dell’inflazione rallenta, grazie soprattutto alle mosse (non certo indolore) della Banca Centrale Europea che alza ripetutamente i tassi di interesse. Ma rispetto al 2021 le cose ormai sono cambiate e, per esempio, i prezzi degli alimentari non torneranno più ai livelli di quell’anno, anzi, sono destinati a crescere.
E ora arriviamo al 2026. Dopo alcuni anni di inflazione quasi nulla o comunque fisiologica, attorno al 2%, la situazione cambia. Trascinato dal prezzo del carburante alle stelle, a causa della guerra in Iran, lo scontrino al supermercato sale inesorabilmente. A settembre il costo degli alimentari crescono addirittura del 5,5% ma nel prossimo trimestre si prevedono impennate incontrollabili per luce e gas. E la mazzata è servita.
“Dall’analisi della nostra associazione sui dati Istat – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – si evince che anche quest’anno le famiglie stanno facendo i salti mortali per arrivare a fine mese. Ma non occorre neppure fare troppo indagini, in realtà, per capirlo. Quando passiamo davanti a un distributore di benzina, vediamo che il diesel è ben oltre i 2 euro e la verde li sfiora e spesso li supera (ovviamente in modalità self). I carrelli della spesa sono sempre più vuoti mentre sugli scaffali i prezzi lievitano. Basta fermare un pensionato fuori da un punto vendita e chiedere quanto siano rincarati i prodotti, ma anche rispetto a prima dell’estate. In farmacia i medicinali costano come un gioiello, nei ristoranti non si mangia con meno di 30/40 euro a testa. Per non parlare delle rette nelle case dir riposo, delle visite specialistiche, insomma, dell’assistenza e della sanità. Intanto i salari e le pensioni sono al palo e la vita per pensionati e dipendenti, che pagano oltre l’80 per cento del gettito Irpef complessivo, è sempre più ostica“.
Spesa media mensile famiglie venete (fonte Istat ed elaborazioni Adico).
2021: 2.196 euro
2022: 2.372 euro
2023: 2.476 euro
2024: 2.456 euro
2025: 2.529 euro
2026 (stima): 2.604 euro