L’Inps non gli eroga la seconda tranche del Tfr. Tramite Adico ex dipendente pubblico mestrino ottiene quanto dovuto dall’Ente previdenziale. Garofolini: “quei 40 mila euro dovevano essere accreditati un anno e mezzo fa”  

Mestre. Cosa succede con il trattamento di fine rapporto quando un dipendente pubblico va in pensione? L’esperienza di C.C., 70enne mestrino che nel 2020 è diventato per l’appuntamento un pensionato, potrebbe essere l’emblema di una situazione molto diffusa, legata a una modalità di pagamento da parte dell’Inps quantomeno impropria. Prova ne sia che, dopo l’intervento dell’ufficio legale dell’Adico, costretto a presentare un decreto ingiuntivo, l’Ente previdenziale oltre a non proporre alcuna opposizione ha subito erogato quanto dovuto. Un anno e mezzo dopo rispetto ai tempi previsti.

Ma, di cosa stiamo parlando?

C.C., come detto, nel 2020 è andato in pensione dopo aver maturato un Tfr da circa 80 mila euro. Questo importo, se l’uomo si fosse trovato nel settore privato, lo avrebbe incassato praticamente subito ma, come dipendente pubblico, la modalità è differente. Per questi lavoratori, infatti, l’Inps prevede un pagamento in due tranche, la prima due anni dopo il pensionamento e, dopo un altro anno, la seconda.  A dire il vero tale prassi non è poi così corretta visto che la Corte Costituzionale l’ha definita illegittima. Ma, nel caso in questione, non è questo il problema.

Dopo aver percepito a gennaio 2023 metà tfr, quindi circa 40 mila euro, C.C. attendeva per inizio 2024 gli altri 40 mila. Nei primi mesi di quell’anno, però, non vedendo nulla, ha deciso di inviare una serie di solleciti all’Inps che di fatto non ha fornito alcuna risposta in merito. Il pensionato ha deciso dunque di rivolgersi all’Adico per smuovere le acque.

L’associazione, come prassi, è intervenuta a livello stragiudiziale inviando all’Ente una diffida e reclamando dunque l’esborso immediato di quanto dovuto. In assenza di risposte concrete da parte dell’Inps, si è passati alla seconda fase, quella del decreto ingiuntivo presentato innanzi al Tribunale di Venezia.

Risultato? In pochi giorni l’Ente previdenziale ha elargito (quasi) quanto dovuto da un anno e mezzo: la seconda rata di 40 mila euro più gli interessi. All’appello mancano ancora il riconoscimento della rivalutazione monetaria e delle spese legali, per le quali l’Adico sarà costretta a presentare un’ulteriore richiesta.

“Crediamo che questa sia una situazione che riguarda molti altri ex dipendenti pubblici ora in pensione – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione -. A nostro giudizio, ma anche a giudizio della Corte Costituzionale, è già illegittimo che si divida in due il tfr prevedendo una prima tranche di pagamento dopo due anni, al contrario di ciò che accade nel settore privato. Ma se poi la seconda tranche non arriva, se non a seguito di un decreto ingiuntivo, qualcosa non funziona nel meccanismo. Ricordiamoci che molte volte il lavoratore che va in pensione utilizza il trattamento di fine rapporto per aiutare figli e nipoti, magari nell’acquisto di un appartamento. Ci sembra ingiusto che una persona sia costretta a muoversi a livello legale per ottenere quanto gli spetta. Naturalmente ci mettiamo a disposizione di tutti gli ex dipendenti pubblici che vivono lo stesso “inconveniente” perché crediamo che questa prassi sia, ahinoi, fin troppo diffusa”.      

2 risposte

  1. esatto come trovo sbagliato che vengano fatte le trattenute su quello che si e versato per il proprio tfr visto che ogni mese vieni già tassato.
    io come dipendente pubblico (43 anni e 10 mesi di servizio) ho avuto lo stesso trattamento liquidazione in due tranche con abbondante decurtazione.
    distinti saluti.
    Gianni Bertato.

    1. Grazie signor Gianni per la sua testimonianza, in effetti credo che questa situazione riguardi molti ex dipendenti pubblici e, sinceramente non capiamo da dove nasca tale consuetudine.
      Le auguro intanto una buona giornata
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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