Per le famiglie italiane, in particolare per lavoratori dipendenti e pensionati, l’inflazione rappresenta una spada di Damocle da cui è praticamente impossibile difendersi. In questi giorni abbiamo rilasciato diverse indagini che raccontano di come i prezzi negli ultimi quattro anni si siano impennati. “Abbiamo elaborato i dati del ministero dell’Impresa e del Made in Italy – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – registrando aumenti che vanno fra il 20 e il 34% per prodotti alimentari di largo consumo e ortaggi fra il 2021e il 2024. Il potere d’acquisto è crollato e anche se i rincari sono rallentati, il 2025 non riserva buone notizie. Prepariamoci ad aumenti su bollette, carrello della spesa, carburante, servizi vari. I cittadini andranno a spendere anche mille euro in più secondo le ultime previsioni. Bisogna adottare comportamenti virtuosi, su tutti i fronti. In particolare di questi tempi è necessario seguire tutti i consigli utili per risparmiare su luce e gas e per effettuare una spesa intelligente, ragionata. Nei prossimi giorni prepareremo alcuni vademecum per guidare il consumatore verso il contenimento dei costi per tutelare, per quanto possibile, il bilancio familiare”.
Pubblichiamo intanto l’articolo di QuiFinanza relativi agli ultimi dati Istat sull’inflazione. “Anche se le cose i dati raccontano di una realtà in miglioramento – commenta ancora Garofolini – siamo in balìa della bizze dei prodotti energetici e delle speculazioni. In questi giorni, per esempio, assistiamo all’impennata del prezzo ei carburanti. Monitoreremo la situazionee denunceremo eventuali anomalie”.
Il 2024 si è chiuso senza scossoni per le tasche degli italiani. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, l’inflazione ha registrato una crescita dell’1% nell’anno appena concluso, in calo rispetto al 2023 (+5,7%). Una frenata che ha riguardato anche i prezzi del carrello della spesa, passati dal +9,5% del 2023 al +2% di quest’anno. A dicembre il trascinamento dell’inflazione al 2025 è salito allo 0,3%.
I numeri dell’inflazione
Secondo i dati pubblicati dall’Istat, nel 2024 i prezzi al consumo in Italia hanno registrato una crescita complessiva dell’1%. Un dato decisamente più contenuto rispetto al +5,7% registrato nell’anno precedente, a conferma di un generale rallentamento dell’inflazione.
Al netto dei prezzi dei beni energetici e degli alimentari freschi (“inflazione di fondo”), si osserva che i prezzi al consumo sono cresciuti del 2% nel 2024, sempre in netto calo rispetto al +5,1% del 2023, a conferma della crescita moderata dei prezzi di altri beni e servizi.
Secondo le stime, a dicembre 2024 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), ha registrato un leggero aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente. Rispetto allo stesso mese dell’anno passato, invece, si è registrato un incremento dell’1,3%, confermando così le previsioni iniziali. Nonostante un lieve rialzo dunque, il tasso di inflazione è rimasto sostanzialmente stabile rispetto ai mesi precedenti.
Come sottolineato dall’Istat, il significativo rallentamento dell’inflazione registrato nel 2024 è principalmente attribuibile al forte calo dei prezzi dell’energia. Infatti, i beni energetici hanno subito una contrazione del 10,1% rispetto al 2023, rispetto ad un aumento dell’1,2% dell’anno precedente.
Anche il settore alimentare ha contribuito a moderare la crescita dei prezzi, registrando un aumento del 2,2% rispetto al 9,8% del 2023. Tuttavia, la percentuale di aumento dei prezzi degli alimentari è rimasta al di sopra del tasso di inflazione.
L’inflazione di fondo ha subito un forte rallentamento nel 2024, passando dal +5,1% del 2023 al +2,0%. Analogamente, i prezzi del “carrello della spesa” hanno registrato una crescita più moderata, attestandosi al +2,0%. È interessante notare che, a dicembre, l’inflazione ha mostrato una leggera tendenza al rialzo, con un “trascinamento” stimato dello 0,3% per il 2025.