Prosegue l’incubo degli airbag Takata. Grazie all’intervento di Adico due automobilisti mestrini ottengono la sostituzione del dispositivo-killer

Mestre. I primi casi si sono materializzati negli uffici dell’Adico ancora nel 2024. Eppure, a due anni di distanza, l’odissea degli airbag Takata non sembra affatto conclusa anche se in questo frangente la questione riguarda quasi esclusivamente vetture Opel mentre prima erano coinvolti per lo più marchi Citroén.

Di recente, grazie all’intervento di Adico, due automobilisti mestrini hanno potuto tirare finalmente un sospiro di sollievo dopo aver tenuto la macchina “parcheggiata” a lungo per evitare incidenti anche molto gravi che in un paio di casi hanno portato addirittura al decesso del guidatore.

L’ultima vicenda in ordine di tempo si è risolta proprio la scorsa settimana con la sostituzione dell’airbag-killer che ha “scatenato” migliaia di richiami in tutto il mondo, lasciando le officine senza pezzi di ricambio con conseguenti molto pesanti per i possessori delle auto incriminate costretti, su consiglio delle stesse case automobilistiche, a non utilizzare più il proprio mezzo (o a utilizzarlo con grande cautela), in attesa appunto di essere chiamati per la sostituzione dell’airbag.

“Anche in quest’ultimo caso come in tanti altri – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – l’automobilista ha provato più volte a richiedere la sostituzione dell’airbag Takata senza però ricevere l’appuntamento proprio per la mancanza di pezzi di ricambio. Dopo il nostro intervento, invece, la situazione si è risolta in tempi moto più rapidi”.

Ricordiamo, a tal proposito, cos’è successo con questi famigerati airbag. Come detto ancora nel 2024 molte persone si sono rivolte ai nostri uffici per comunicare di aver ricevuto una “inquietante” lettera da parte della “propria” casa automobilistica.

“Le sostanze chimiche contenute in questi dispositivi di gonfiaggio degli Airbag Takata – questa la comunicazione – possono deteriorarsi con il passare del tempo. Ciò potrebbe causare la rottura di alcuni dispositivi di gonfiaggio con troppa forza in caso di incidente, in grado di causare lesioni gravi o, nella peggiore delle ipotesi, morte”.

Purtroppo nel corso degli anni c’è stata una vittima anche in Italia a dimostrazione di quanto la comunicazione fosse tutt’altro che esagerata. A quel tempo è scoppiato il vero e proprio caos, con persone costrette a muoversi usando mezzi di fortuna per il timore di incidenti e altre intente a guidare con il terrore di poter addirittura perdere la vita.  I richiami andavano a rilento proprio la mancanza di dispositivi alternativi e si è arrivati al paradosso di automobilisti chiamati alla sostituzione dell’airbag in autofficine lontanissime da casa.

“Sinceramente pensavamo che questo caso fosse chiuso – conclude Garofolini – invece già la scorsa estate si è presentato un automobilista che ci ha chiesto aiuto, non riuscendo a ottenere il necessario richiamo. Con la nostra comunicazione il problema si è risolto quasi subito. Anche per l’ultima pratica siamo riusciti a ottenere risultati in tempi soddisfacenti, mentre il socio da solo non era riuscito a farsi convocare per la sostituzione dell’airbag. Insomma, come diciamo sempre, spesso il cittadino da solo non riesca a ottenere gli stessi esiti che ottiene quando si rivolge a professionisti come i legali della nostra associazione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post recenti

Newsletter Adico

Iscriviti subito alla nostra newsletter, riceverai notizie e informazioni sulle nostre attività!




Con l'iscrizione dai il consenso al trattamento dei tuoi dati personali! Prima di inviare e acconsentire prendi visione dell'informativa sul trattamento dei dati nella sezione privacy policy*

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.