Richieste di pagamenti non dovuti, quattro casi risolti da Adico negli ultimi giorni. Annullate sanzioni per un totale di 5 mila euro

L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda una multa stradale inviata dal Comune di Cencenighe, provincia di Belluno, a E.M.S., socio Adico residente a Mestre, in via Monte Civetta, 5. Un errore di indirizzo nell’invio della contravvenzione ha di fatto impedito al diretto interessato di valutare la contestazione che così è poi lievitata a 1.106 euro. Una disavventura simile è capitata anche a una 32enne di Spinea alla quale il Comune di Milano ha inviato, ancora nel 2017, una multa per eccesso di velocità, recapitandola però in un Comune di Verona dove la donna risiedeva fino al 2015. Poi ci sono due vicende legate alle utenze Tari: in un caso Veritas ha reclamato il pagamento di un importo che era già stato onorato in un altro caso l’azienda ha comunicato l’avviso di accertamento a un pensionato di Murano per un immobile non suo.

Quattro casi analoghi per quanto riguarda la richiesta di somme non dovute ma anche quattro casi risolti proprio in questi giorni dall’ufficio legale dell’Adico, che in alcune situazioni ha però sudato le proverbiali sette camicie per far valere le legittime ragioni del socio. Alla fine, contando tutte le vicende sopracitate, l’associazione ha permesso la cancellazione di circa 5 mila euro indebiti, fornendo però ulteriori elementi per un dibattito ormai consolidato, che riguarda le difficoltà dei cittadini-consumatori-utenti nel far valere da soli le proprie ragioni e la necessità di prevedere, per situazioni del genere, anche un rimborso per il tempo perduto e i soldi investiti dai diretti interessati allo scopo di ottenere giustizia.

I casi delle multe stradali, molto simili fra loro, ruotano attorno a un concetto poco conosciuto che riguarda il difetto di notifica (in questo caso, il difetto sta nell’invio della multa a un indirizzo sbagliato). In entrambi i casi Adico ha ottenuto l’annullamento delle contravvenzioni e delle sanzioni accessorie (vedi, in una delle due vicende, il preavviso di fermo amministrativo) proprio perchè l’errore nella notifica porta alla cancellazione di tutti gli atti.

Per quanto riguarda gli accertamenti Tari, Veritas ha accolto i ricorsi in autotutela perché la “cartella” era illegittima. A un socio è stato richiesto il pagamento di una somma già sborsata, cosa che è stata dimostrata da Adico con il tracciamento dei pagamenti stessi. Per l’altro iscritto, pensionato residente a Murano, è stato sufficiente dimostrare che l’avviso di accertamento Tari riguardava una abitazione dove l’uomo non ha mai abitato in vita sua e del quale non è proprietario.

“Tutte queste vicende fanno riflettere – sottolinea Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. In primo luogo ci chiediamo perché queste richieste di pagamenti non dovuti siano sempre più frequenti. Sembra quasi che si faccia di tutto per raggranellare soldi a destra e a manca. Ovviamente confidiamo nelle buona fede dei sedicenti creditori ma nel 2025 la tecnologia dovrebbe aiutare a ridurre al minimo errori di questo genere. Anche perché la “vittima del disservizio se vuole risolvere il problema deve per lo più rivolgersi a professionisti, come i legali dell’Adico. I quali si ritrovano anche a lottare mesi per ottenere giustizia visto che alcune controparti si trasformano in veri e propri muri di gomma. Tempo perso, spese per l’assistenza…per i cittadini queste vicende sono pesanti soprattutto considerando la totale assenza di responsabilità. Ci chiediamo poi: quanta gente paga senza contestare? Ecco, il nostro invito è questo: se avete anche un minimo dubbio su un pagamento richiesto, non rassegnatevi ma contattateci il prima possibile perché, come dimostrano queste vicende, è possibile risolvere la situazione evitando di sborsare somme non dovute”.

2 risposte

  1. Tutto nasce dal fatto che non viene mai indicato il responsabile del procedimento!
    Obbligatorio per gli Enti pubblici! Credo che si dovrebbe denunciare tale comportamento denunciando il responsabile legale (sindaco, presidente, direttori, ecc.) In presenza di palesi errori.

    1. Buonasera signor Giampietro, sono d’accordo ma secondo me in prima battuta dovrebbe pagare l’Ente in questione per poi rifarsi sul responsabile del procedimento. Il vero problema è che tante volte il cittadini paga anche se non dovrebbe, convinto che il richiedente non possa sbagliare. Una vera ingiustizia che temo sia all’ordine del giorno.
      Intanto buona serata
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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