Sbaglia l’invio della Pec con la comunicazione dei dati del conducente, multa da 290 euro per un automobilista mestrino. Adico: “norma assurda”

Mestre. Una “i” di troppo nell’indirizzo Pec e una mancata visione del mancato recapito della mail. Nasce da queste due “ingenuità” la multa di 290 euro che M.T., impiegato mestrino, ha ricevuto in questi giorni dalla Polizia Municipale dopo che lo stesso aveva già pagato una sanzione di circa 200 euro, con decurtazione di alcuni punti della patente, per un improvvido transito con il semaforo rosso lunga una importante arteria mestrina.

La questione, basata su una multa comunque legittima, riapre ancora una volta il tema della mancata comunicazione del conducente, circostanza che nasce quando la multa prevede anche la decurtazione dei punti.

La domanda, seguendo anche questa storia, è sempre la stesa: perché chi guida e commette un’infrazione deve dichiarare per forza che era lui a condurre il mezzo? Non è sufficiente che la dichiarazione avvenga solo quando alla guida vi sia qualcuno diverso dal prioprietario?

Questa ennesima storia, in effetti, testimonia l’assurdità di questa sanzione. Vediamo perchè.

E’ sabato sera, M.T, transita per una delle principali strade di Mestre. Una volta giuntio al semaforo, lo vede ancora arancione, accelera ma, proprio mentre passa, scatta il rosso. Niente da fare, la telecamera posizionata sopra il semaforo stesso immortala l’infrazione e la targa del “colpevole”.

Quel che è giusto è giusto, pensa M.T. Il quale prima paga la multa di circa 200 euro poi, ligio e preciso, invia Pec alla Polizia Municipale per indicare che, alla guida dell’auto, c’era proprio lui. Una incombenza assurda, secondo Adico, ma necessaria per scongiurare ulteriori pesanti sanzioni. Purtroppo, però, l’uomo scrive in velocità e invia la Pec a un indirizzo errato: alla fine dell’indirizzo invece di “it” scrive “ii”. Dopo l’invio, altra leggerezza: non controlla che tutto sia andato a buon fine e dunque non si accorge che la mail non è giunta a destinazione. E così, dopo un paio di mesi (il tempo concesso per comunicare i dati) riceve la pesante e ormai famigerata multa per mancata comunicazione del conducente che sfiora i 300 euro. Un vero e proprio salasso.

Naturalmente, spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico, “noi non possiamo intervenire perchè l’errore c’è stato e non è recuperabile. La vicenda, però, pone ancora una volta al centro delle nostre contestazioni la questione della sanzione per mancata comunicazione del conducente, ideata per togliere i punti a chi davvero era alla guida. A parte che non tutti conoscono questa norma e quindi non inviano il nominativo, ci chiediamo perchè anche il proprietario della vettura, che dovrebbe essere il maggior fruitore della macchina, debba comunicare i proprio dati. A nostro avviso, se la Polizia Municipale non riceve comunicazioni, dovrebbe decurtare i punti al proprietario, senza la necessità di comunicare nulla. Lo diciamo da anni e corremmo sapere cosa ne pensi il ministro Salvini, che si mostra, almeno a parole, sempre vicino alle istanze del cittadino. Perchè non è ancora intervenuto a regolare questa ridicola norma, pensata evidentemente senza alcuna ragione logica ma solo per fare cassa?”

4 risposte

  1. Invece secondo me è giusto perchè io proprietario che ho preso una multa con decurtazione dei punti potrei preferire di pagare 290 euro extra per non aver comunicato i miei dati e conservare i punti. L’ingiustizia secondo me è che un benestante – a differenza di uno che arriva a fatica a fine mese – non ha problemi a tirare fuori 290 euro e conservare i punti; uno che invece deve stare attento alle spese non può permettersi questo lusso. Bisognerebbe introdurre una sorta di proporzionalità in base al reddito. Hai la Porsche? Allora puoi tirarne fuori 500 per salvarti i punti. Hai una Panda? Ne tiri fuori 50. Sono solo esempi. Come si fa a capire? Obbligo per tutti di presentare l’ISEE e sulla base di quello si quantifica la multa, oppure sulla base della dichiarazione dei redditi; volendo la soluzione si trova.

    1. SAlve signor NIcola, la vicenda che racconta, sempre legata a quel tipo di infrazione, ha caratteristiche diverse dalla vicenda precedentemente raccontata ma è comunque un ulteriore, grave argomento che dovrebbe
      indirizzare i nostri politici verso una seria revisione della norma.
      Un saluto
      Gianluca codognato
      uff. s5tampa Adico

  2. Mi e capitato + volte anke in semafori ( amestre e mogliano) messi a circa 50 mt l’uno dopo l’altro ed ho dovuto subire lo stesso trattamento poike’ le multe t arrivano se va bene 2/ 3 anni dopo e t devi ricordare ! Essendo io alla guda unico proprietario accettavo e pagavo i verbali (e pagato anke doc.ne fotografica ulteriori spese con rikiesta scritta!). Ho scoperto questa disinformazione sulla mia pelle quando dopo anni arrivate notifike con altre spese a mio carico! Allucinante e vero salasso avrei potuto comprare altra auto con i soldi pagati ! Vera vergogna d leggi “truffaldine salvadanaio” $ riempicasse!😗🫣🤔🤨😮‍💨🥵

    1. Buongiorno signor Angelo, credo che siamo d’accordo ma lo riassumiamo in modo semplice, chissà che lo capiscano anche i politcii.
      Commetto una infrazione con l’auto di mia proprietà. Questa infrazione contempla la decurtazione dei punti della patente…QUINDI, se il pROrietario non è la guida è giusto (salv accordi con il conducente) che comunichi i dati del guIdatore. MA SE AQLLA GUIDA SONO IO , IL PRFOPRIETARIO, PERCHE’ DEVO COMUNICARE CHE EROA ALLA GUIDA. LO SI DARA’ PER SCONTATO E QUINDI I PUNTI IN AUTOMATICO VERRANNO TOLTI A ME. EPPURE SE NON LO FACCIO, ECCO UNA MULTA DA CENTINAIAQ DI EURO). vABBEH SIAMO IN iTALIA, IL TEATRO DELL’ASSURDO.
      un SALUTO
      gIANLUCA cODOGNATO
      UFF. STAMPA adICO

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