Torna il contributo di accesso, la bocciatura di Adico: “misura inutile, non limita i flussi turistici”

Introdotto per limitare i flussi turistici, il contributo d’accesso torna ad “animare” le giornate “calde” di Venezia anche se, facendo due conti, il provvedimento di per sé non ha portato a casa nessun risultato concreto se non quello di rimpinguare, in parte, la casse del Comune. Adico, come già sottolineato in altre occasioni, continua a criticare questa misura ritenuta inutile allo scopo, ovveri quello di contenere l’overturism.

In ogni caso anche quest’anno per i weekend e i festivi della primavera e dell’estate si dovrà prenotare – e pagare – l’ingresso a Venezia. Dopo la sperimentazione dello scorso anno è stata confermata e anzi ampliata: più date e costi maggiori per il turismo last minute.

Introdotta lo scorso anno per regolare i flussi nel capoluogo Veneto, la misura del ticket dovrebbe funzionare in modo semplice: per ponti, fine settimana e giorni festivi si deve prenotare il proprio ingresso e versare la quota di 5 euro. Le prenotazioni fino alla fine di luglio hanno aperto martedì.
Quest’anno le date per cui è necessario prenotare sono 54 contro le 29 dello scorso anno. Si parte il 18 aprile, durante le vacanze di Pasqua. La seconda novità riguarda le prenotazioni last minute: chi pagherà il ticket nei 3 giorni precedenti alla propria gita dovrà infatti versare il doppio, cioè 10 euro.

I giorni in cui è necessario prenotare iniziano venerdì 18 aprile, cioè il venerdì Santo, in corrispondenza del weekend di Pasqua. Il ticket dovrà essere pagato durante tutta la fine di aprile, costellato di vacanze, tra Pasqua, 25 aprile e la vicinanza col primo maggio – per cui qualcuno potrebbe pensare di fare un ponte e fare più di una settimana di vacanza con pochi giorni di ferie.
Le altre giornate sono tutti i venerdì, i sabato e le domeniche dei mesi di maggio, giugno e luglio, a cui si aggiungono i festivi come il Primo Maggio e il 2 giugno.

Non tutti devono pagare il ticket. Sono infatti esclusi dal sistema tutti i residenti in Veneto, chi è nato a Venezia, i minori di 14 anni, chi è iscritto nello schedario della popolazione temporanea della città, gli studenti in tutti gli istituti veneziani, le persone affette da disabilità e i membri delle forze dell’ordine in servizio. A questi si aggiungono altre categorie, come i lavoratori, che devono richiedere l’esenzione per poter entrare a Venezia senza pagare il ticket.

“Continuiamo a contrastare questa misura perchè siamo fermamente contrari al concetto di città museo – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. L’ingresso a pagamento non è accettabile, è grottesco pensare che una persona debba pagare un ticket per entrare in una città. Oltretutto la misura non è servita a nulla e l’unico risultato è quello di rimpinguare la casse del Comune. Ma se l’obiettivo era quello di gestire i flussi turistici, diciamo che non è stato minimamente raggiunto. Anzi.

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