Violazione delle norme sull’antiriciclaggio, Adico segue un centinaio di cittadini stranieri che hanno sforato i limiti di trasferimento del denaro. Garofolini: “sanzioni del tutto sproporzionate”

Una 50ina di richieste di archiviazione inviate al Mef, altrettante in attesa di essere formulate perché i tempi concessi per presentare le memorie difensive (30 giorni) sono scaduti, quindi bisogna attendere che arrivi la sanzione vera e propria.

E’ una corsa contro il tempo quella intrapresa dall’ufficio legale dell’Adico che negli ultimi giorni ha accolto nei propri uffici decine e decine di cittadini praticamente tutti del Bangladesh che hanno violato, palesemente in modo inconsapevole, i limiti di trasferimento di denaro fissati dalle norme antiriciclaggio.

La vicenda si sviluppa attraverso i controlli della Guardia di Finanza che ha effettuato verifiche mirate nelle agenzie di money transfer, quelle che offrono appunto il servizio dedicato ai cittadini stranieri che vogliono inviare soldi a casa. Dai registri è risultato che moltissimi trasferimenti superavano il limite massimo di mille euro a settimana e da qui sono partite centinaia (si parla addirittura di 2 mila) notifiche da parte della stessa Guardia di Finanza che ha comunicato ai diretti interessati la violazione che contempla una multa fra i 1.000 e i 50 mila euro.

“In questa prima fase chi ha ricevuto la notifica ha 30 giorni di tempo per presentare al Mef le memorie difensive – spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico -. Oppure può usufruire dell’oblazione, cioè pagare 2 mila euro per chiudere la questione. Con il nostro ufficio legale abbiamo inviato al Ministero una 50ina di memorie che mirano in primo luogo all’archiviazione della sanzione, considerando la buona fede dei richiedenti. Nel caso di mancato accoglimento dell’archiviazione, si chiede l’applicazione del minimo edittale che è di mille euro. Una cifra che poi potrebbe essere ridotta di altri due terzi, per arrivare a 300 euro. Ci sono però altrettanti cittadini bangladeshi che si sono rivolti a noi oltre i 30 giorni concessi per presentare il ricorso. Per loro bisogna attendere che arrivi la sanzione del Ministero per poi agire di conseguenza”.

Le persone assistite da Adico sono “colpevoli” di sforamenti dei limiti irrisori, spesso di alcune centinaia di euro. Ma la cosa importante da dire, anche per chiarire la posizione presa dall’associazione a difesa di persone che comunque hanno violato le normi antiriciclaggio, è che la maggior parte ha trasferito una somma oltre il limite in un colpo solo ma poi i trasferimenti successivi sono stati effettuati mesi e mesi dopo, se non anni.

“Le norme sull’antiriciclaggio, che sono concettualmente del tutto condivisibili, andrebbero riviste – continua Garofolini -. Il primo cittadino che si è presentato da noi aveva inviato in Bangladesh 1.900 euro in un giorno. Quindi 900 euro in più di quanto concesso. Ma poi non ha fatto altri trasferimenti per mesi e mesi quindi è chiaro che non si possa parlare di riciclaggio di denaro. Fra l’altro quelli delle agenzie di money transfer non hanno impedito le operazioni, spiegando che non si potevano superare i limiti di mille euro a settimana. Probabilmente puntando a commissioni più alte. Infatti sono state multate in modo molto pesante. Per quanto riguarda invece i soggetti che hanno trasferito il denaro, avendo violato una norma, è giusto che paghino una sanzione ma sinceramente quelle previste appaiono del tutto sproporzionate, a meno che non ci si trovi di fronte a qualcuno che ha inviato quantità davvero rilevanti di denaro, situazioni che noi ovviamente non seguiamo e di cui non abbiamo avuto notizia. Quindi pensiamo che i 300 euro di multa su cui puntiamo possano rappresentare una cifra equa rispetto all’infrazione commessa. Fermo restando che, ribadiamo, le norme sull’antiriciclaggio andrebbero a nostro avviso riviste”.

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