Mestre. Per i tanti cittadini bangladeshi difesi dall’Adico aver violato le norme sull’antiriciclaggio, arrivano buone notizie dal Ministero della Finanze. Fra le circa 50 persone che si sono rivolte all’associazione, circa met5à hanno ricevuto la sanzione minima, mille euro, che rappresenta di per sé già un risultato molto importante. Ora, sempre tramite l’ufficio legale dell’Adico e grazie alle normative vigenti, si richiederà una ulteriore riduzione di un terzo, che porterebbe l’importo della sanzione a circa 600 euro.
La vicenda, che abbiamo raccontato per primi nel nostro sito, coinvolge probabilmente circa 2 mila cittadini del Bangladesh residenti in particolare a Marghera.
La vicenda si sviluppa attraverso i controlli della Guardia di Finanza che ha effettuato verifiche mirate nelle agenzie di money transfer, quelle che offrono appunto il servizio dedicato ai cittadini stranieri che vogliono inviare soldi a casa. Dai registri è risultato che moltissimi trasferimenti superavano il limite massimo di mille euro a settimana e da qui sono partite centinaia di notifiche da parte della stessa Guardia di Finanza la quale ha comunicato ai diretti interessati la violazione che contempla una multa fra i 1.000 e i 50 mila euro. Il tutto sanabile con una “semplice” oblazione di 2 mila euro.
Fin da subito Adico ha presentato le memorie difensive per una 50ina di soggetti, molti dei quali lavoratori di Fincantieri, chiedendo in prima istanza l’archiviazione della multa (eventualità molto difficile da ottenere). In seconda istanza, invece, l’associazione ha chiesto l’applicazione del minimo edittale, mille euro, appunto. Ora il Mef sta rispondendo positivamente a questa seconda ipotesi che però apre la strada a una terza opportunità: ridurre questa cifra del 30 per cento portando appunto a circa 600 euro.
“Ora stiamo di fatto procedendo con questo secondo step – conferma Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Nel frattempo stiuamo richiedendo diverse richieste d’aiuto anche da chi non è riuscito a fare riucorso nei tempi previsti. Le persone assistite da Adico sono “colpevoli” di sforamenti dei limiti irrisori, spesso di alcune centinaia di euro. Ma la cosa importante da dire, anche per chiarire la posizione presa dall’associazione a difesa di persone che comunque hanno violato le normi antiriciclaggio, è che la maggior parte ha trasferito una somma oltre il limite in un colpo solo ma poi i trasferimenti successivi sono stati effettuati mesi e mesi dopo, se non anni. Le norme sull’antiriciclaggio, che sono concettualmente del tutto condivisibili, andrebbero riviste – continua Garofolini -. Il primo cittadino che si è presentato da noi aveva inviato in Bangladesh 1.900 euro in un giorno. Quindi 900 euro in più di quanto concesso. Ma poi non ha fatto altri trasferimenti per mesi e mesi quindi è chiaro che non si possa parlare di riciclaggio di denaro. Fra l’altro quelli delle agenzie di money transfer non hanno impedito le operazioni, spiegando che non si potevano superare i limiti di mille euro a settimana. Probabilmente puntando a commissioni più alte. Infatti sono state multate in modo molto pesante. Per quanto riguarda invece i soggetti che hanno trasferito il denaro, avendo violato una norma, è giusto che paghino una sanzione ma sinceramente quelle previste appaiono del tutto sproporzionate, a meno che non ci si trovi di fronte a qualcuno che ha inviato quantità davvero rilevanti di denaro, situazioni che noi ovviamente non seguiamo e di cui non abbiamo avuto notizia. Quindi pensiamo che i 300 euro di multa su cui puntiamo possano rappresentare una cifra equa rispetto all’infrazione commessa. Fermo restando che, ribadiamo, le norme sull’antiriciclaggio andrebbero a nostro avviso riviste”.