Mirano. E’ il sogno di molti anche se quel sogno è sinonimo di utopia: usufruire di un servizio, per esempio, dell’energia elettrica, senza dover sborsare alcun soldo. Eppure, come dimostrano alcune vicende affrontate da Adico in queste ultime settimane, il sogno è, in realtà, un incubo. Perché se si avvera vuol dire che c’è qualche cosa di anomalo e che quindi, presto, quel “sogno” si rivolterà” contro il diretto interessato.
Eppure, non si sa per quale ragione, aumentano i casi di utenti che, non ricevendo le bollette della luce (o del gas), si rivolgono alla nostra associazione, chiedendo lumi in merito. E quel che emerge (e, ripetiamo, succede spesso di recente) è emblematico e lo spieghiamo con la vicenda di A.D., pensionata di Mirano che si è rivolta alla nostra associazione perché da tempo non riceve le fatture del proprio fornitore e teme dunque – e legittimamente – di ritrovarsi prima o poi senza energia elettrica per morosità.
In realtà la sua disavventura è molto più surreale di una semplice “morosità”. Infatti, grazie all’intervento di Adico che ha scritto a E-distribuzione – la pensionata assistita da Adico si è resa conto che il suo Pod è stato affibbiato a un altro utente.
Cosa significa? Intanto spieghiamo cos’è il Pod partendo dall’acronimo inglese: point of delivery. Ovvero, si tratta del numero, che inizia con le iniziali di Italia, IT, che identifica il luogo fisico, quindi l’abitazione, in cui l’utente vive. Dunque, da quel pod, il fornitore ricava i consumi dell’energiao elettrica e quindi emette la relativa bolletta.
Ebbene, A.D., socia Adico, non riceve più le bollette perché quel Pod, per motivi ignoti (errata trasmissione da parte di un altro utente, raggiro….non si sa…) non è più collegato a lei ma a un’altra persona, al momento ignota, che con ogni probabilità sta pagando fatture non sue, sempre che tutto non rientri nell’ambito di una truffa.
Ebbene, nel contesto di una vicenda che non ha ancora trovato una spiegazione, la “vittima” del disservizio (se vogliamo chiamarlo così) si è rivolta appunto all’Adico che ha scritto a E-Distribuzione per capire, intanto, chi dovrebbe fornire l’energia elettrica alla socia. Un fornitore che probabilmente ha accolto, senza fiatare e senza scrivere al proprio (ex) cliente, una specie di voltura (il passaggio del Pod a un altro utente) derivante, magari, dal semplice errore nella comunicazione di alcuni numeri.
Il problema esiste ed è diffuso. Molto diffuso.
“La nostra assistita – spiega Carlo Garofolini, presidente di Addico – teme di ritrovarsi da un giorno all’altro senza energia elettrica e non per una propria colpa. Teme altresì di ritrovarsi improvvisamente con una bolletta stratosferica che racchiude mesi e mesi di mancati pagamenti. Di contro abbiamo forse una persona che sta pagando fatture a lui non addebitabili, probabilmente a fronte di un errore di comunicazione dei numeri del pod. Insomma, siamo davanti a una serie di situazioni che potrebbero essere risolte facilmente se non fosse necessario imbattersi nel surreale mondo della privacy, in cui puoi sapere tramite i social quante volte una persona è andata in bagno in un determinato giorno, ma non puoi conoscere il fornitore da contattate per sistemare situazioni di questo tipo, che creano imbarazzi economici non trascurabili. Siamo alla fine del 2026, in un mondo che sembra Matrix. Come possono succedere situazioni di questo genere?”
2 risposte
Confermo che x la privacy tutto diventa più difficile poi aggiungiamo la burocrazia e ancor peggio enti pubblici che non si trasmettono informazioni tra di loro ..!!!
Grazie signora Adelina, sono totalmente d’accordo con lei.
Buona giornata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico