Chioggia (Venezia). Partiamo da un presupposto d’obbligo: i bolli per i veicoli, siano essi a due o a quattro ruote, sono fra le imposte più odiate e incomprese dai cittadini. Ma molto spesso sono le Regioni stesse a rendere ancora più pesante e inviso questo balzello.
La storia di B.B., 47enne di Chioggia seguito ora da Adico, è da questo punto di vista a dir poco emblematica. L’uomo, infatti, ha ricevuto qualche giorno fa la richiesta da parte della Regione Veneto del pagamento di un bollo per la motocicletta Honda acquistata ancora nel 2022 da un “privato” residente a Bologna. L’imposta, però, era già stata onorata dal stesso venditore due giorni prima di cedere il mezzo e comunque prima della scadenza della stessa bollo. Quindi l’avviso di accertamento non è dovuto. Bene, si dirà, si è trattato solo di uno sbaglio e, una volta chiarita la situazione, tutto è risolto. Nient’affatto. B.B., infatti, ha contestato la richiesta e si è così scontrato con alcuni meccanismi burocratici che, agli occhi del “normale” cittadino, appaiono assurdi, inconcepibili e, per certi aspetti surreale.
La Regione, infatti, ha invitato il 47enne chioggiotto a contattare il venditore bolognese il quale dovrebbe richiedere all’ufficio-bolli dell’Emilia Romagna la restituzione di quanto sborsato ancora nel 2022. Una volta recuperati i soldi, avrebbe il compito di inviarli all’acquirente veneziano il quale, a questo punto, potrebbe “finalmente” pagare il Bollo al Veneto. Il tutto perchè non esiste un sistema di compensazione fra Regioni, almeno in questo ambito.
La vicenda appare, come detto, assurda. Il socio Adico ha comprato la moto il 22 febbraio 2022 mentre il bollo era stato pagato dal proprietario due giorni prima di venderla. Tutto regolare, insomma. Perché adesso il 47enne di Chioggia dovrebbe affrontare tutto questo iter non avendo alcuna responsabilità o colpa?
“Purtroppo ci troviamo quasi quotidianamente ad affrontare problematiche con i bolli auto – commenta Carlo Garofolini, alla guida dell’associazione dei consumatori mestrina -. Richieste non dovute, imposte prescritte, doppie richieste di pagamento. Questa invece è una storia per noi nuova e inconcepibile. Tramite il nostro ufficio legale chiediamo alla Regione Veneto ed alla Regione Emilia Romagna di regolarizzare la posizione del nostro assistito e, conseguentemente, invitiamo la stessa Regione Veneto di procedere con l’annullamento dell’avviso di accertamento inviato ingiustamente al nostro socio”.