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BUCHE, RADICI, MEZZI DI TRASPORTO INSICURI: QUANTI INCIDENTI A MESTRE E A VENEZIA. EXTRA-LAVORO PER LO SPORTELLO “RISARCIMENTO DANNI” DI ADICO

C’è chi si è rotto un braccio cadendo a causa di una buca sulla strada o sul marciapiede e chi ha subito la frattura del piede cozzando contro la  radice affiorante di un albero. C’è chi è finito a terra per la brusca frenata del conducente di un vaporetto riportando una ferita alla testa e chi ha dovuto ingessarsi il polso per l’improvvisa apertura delle porte dell’autobus. Il 2018 si sta rivelando un anno di “extra-lavoro” per lo sportello “risarcimento danni” dell’Adico, chiamato in più occasioni a occuparsi di incidenti nei quali incolpevoli cittadini veneziani sono vittime della cattiva manutenzione urbana o di mezzi di trasporto pubblico poco sicuri. I casi seguiti dall’associazione sono in netto aumento rispetto all’anno precedente – sottolinea il presidente Carlo Garofolini – Di sicuro questo dipende dall’ottimo lavoro svolto dal nostro ufficio legale ma anche dal fatto che i cittadini ormai sanno che possono essere tutelati e risarciti quando cadono per la mancanza di manutenzione delle strade o per la pericolosità dei mezzi di trasporto pubblico o, meglio, di alcuni conducenti poco attenti”. Molto spesso le amministrazioni o le aziende pubbliche alle richieste di risarcimento fanno orecchio da mercante tentando di rimandare al mittente le accuse mosse. “Il nostro sportello ‘risarcimento danni’ – continua Garofolini – ha acquisito l’esperienza necessaria per affrontare le chiusure dell’ente pubblico ed è così che abbiamo ottenuto molti risultati positivi su questo fronte”. Per poter ottenere giustizia e dunque il risarcimento sono due le cose fondamentali. “La vittima dell’incidente – spiega il presidente dell’Adico – deve innanzitutto cercarsi dei testimoni che possano confermare la dinamica dell’incidente. Molto utile, poi, sarebbe documentare a livello fotografico i danni subiti e la causa degli stessi. Certo, quando ci si fa male non si ha sempre la prontezza di prendere questi accorgimenti ma ci si può organizzare in qualche modo anche dopo. Chiaramente alla fine diventa fondamentale anche il referto medico. La cosa importante da sapere è che quando ci si fa male per cause imputabili a terzi, si può sempre ottenere un risarcimento”.

2 Responses

  1. Anche nel mio Motore BMW ho dovuto fa cambiare la catena di distribuzione a 110000 km e dopo 1000 km si è rotto il monoblocco . Rottura delle biella. fatti sempre i tagliandi dal concessionario . Non pensate che ci siano elementi per una class-action vista la notorietà del difetto?

    1. Salve signor Alessandro, in effetti potrebbe avere i contorni per la class action ma questa azione in Italia è pressoché inattuabile se non di fronte a situazioni identiche fra loro. Quindi già il fatto che si rompa la catena dopo un chilometraggio differente da vicenda a vicenda…impedisce la class action. Purtroppo in Italia questo strumento molto utilizzato in altri paesi, qui risulta del tutto inadeguato. Ci auguriamo che le cose cambino anche grazie a questi appelli.
      Le auguro una buona serata.
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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