Ne abbiamo parlato spesso. Denunciando una pratica commerciale che, a essere onesti, assomiglia molto a un raggiro (per non dire, a una truffa). Stiamo ovviamente parlando di quelle vendite porta a porta che, partendo da una firma teoricamente non impegnativa a livello economico, rivelano la loro vera natura quando ormai la vittima non può fare più nulla, ovvero quando sono passato 14 giorni dalla firma di quello che, sotto mentite spoglie, si rivela alla fin fine come un vero e proprio contratto. “Seguiamo questo filone dal 2019 – ricorda il presidente di Adico, Carlo Garofolini – e abbiamo risolto il 98 per cento dei casi seguiti. Non siamo riusciti a salvare chi aveva già pagato e aperto la merce..pochissimi casi. Per il resto abbiamo ottenuto un successo assoluto. Per questo invitiamo le persone cadute nel tranello a contattarci il prima possibile. Prima si interviene e più probabile è la rapida risoluzione del contenzioso”.
Per capire come potrebbe concretizzarsi il raggiro riportiamo la storia di una socia che ha chiesto di recente la nostra assistenza. Ricordiamo che si può contattare Adico chiamando la segreteria allo 041-5349637 (dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19).
Il 12 aprile 2025 venivo contattata da una centralinista di una società di Padova per ricevere alcuni “buoni sconto” da utilizzare per l’acquisto di non meglio specificati prodotti per la casa.
Confermato che i buoni sconto sarebbero stati “gratuiti”, venivo contattata da un “agente proponente” che si accordava per passare al nostro domicilio il 16 aprile. In quella data l’agente passava a casa mia.
Nonostante mi sia presentata al cancello di casa per ricevere questa dotazione di buoni sconto, l’agente chiedeva di potere accedere nell’appartamento per potere effettuare una breve intervista e per rilasciare una brochure e un foglio con alcuni prezzi dei prodotti pubblicati nella brochure stessa.
L’intervista verteva su temi commerciali banali e durava pochi minuti.
Al termine dell’intervista, l’agente chiedeva la sottoscrizione di un modulo per formalizzare il suo passaggio, altrimenti non le avrebbero pagato il lavoro. Alla fine ha compilato tutto lei: dati anagrafici, data, luogo dell’incontro. Poi mi ha fatto firmare una cartella che, al di là dei dati sopra indicati, non riportava nulla.
Alla fin fine ho firmato di fatto un contratto che conteneva queste informazioni.
– l’ azienda coinvolta era una di quelle che doveva riprendersi dal covid, e lo sconto serviva a by-passare negozi e rappresentanti
– l’acquisto poteva realizzarsi in quattro anni , senza fretta
– la spesa massima dei 4 anni si concretizzava in 4. 990 euro più IVA.
Il contratto in sé era attrattivo soprattutto perchè si sarebbe svolto negli anni a seguire, quando i nostri figli avrebbero avuto necessità per i bambini.
La rappresentante chiariva che a breve sarebbe stato messo a disposizione un sito internet dove sarebbe stato possibile vedere questi e molti altri prodotti.
Il sito internet alla data attuale non è ancora stato messo in rete e la quantità di altri prodotti, oltre a quelli indicati nella brochure, non risulta da nessuna parte.
L’agente dopo pochi minuti di presenza a casa, salutava, annunciando che nel giro di un paio di settimane sarei stata contattata da un agente di zona per perfezionare e verificare quanto detto.
Quando tutto sembrava caduto nel dimenticatoio, il 13 maggio (previo contatto telefonico e whatsapp), venivo informata che il rappresentante sarebbe passato intorno alle 10. Ero indisposta e l’appuntamento veniva prorogata ad altra data.
Il giorno 21 maggio, sempre dopo contatto telefonico, il rappresentate si palesava all’indirizzo di casa. Dopo i convenevoli d’uso formulava la richiesta immediata di 6.100 euro iva compresa per ricaricare una carta acquisto da utilizzare per commerciare i prodotti della brochure in un arco di tempo di quattro anni.
All’obiezione che la spesa dobevab essere effettuata nell’arco di 4 anni e che la cifra (quella necessaria) doveva essere corrisposta nel momento in cui si sarebbe formalizzato l’acquisto, il rappresentante in questione lamentava che un contratto era stato sottoscritto e che sarebbe stato necessario provvedere subito al versamento della cifra della ricarica ovvero all’acquisto di un solo prodotto indicato nella brochure e tra i prodotti aggiuntivi.
Dopo lunga discussione (oltre un’ora) ed al diniego dell’annullamento di questo “contratto” ho dichiarato di avere l’intenzione di aprire un contenzioso.
Alla fine dopo un lungo e logorante braccio di ferro, ho provveduto all’acquisto di una parure di lenzuola con una trapunta in piumino e una in seta con relativo sacco contenitore. Il tutto per un importo di 2.400 euro iva inclusa.
I venditori affermavano che con questo acquisto poteva ritenersi concluso il contratto. Ho chiesto una mail di conferma. E’ arrivata una mail anonima.
Ho chiesto se mi stava prendendo in giro ed ho preteso una legal mail. Dopo aver insistito parecchio, la legal mail è arrivata.
La merce veniva consegnata il giorno dopo (22 maggio) e non appare di nostro gradimento per la cifra pagata, in particolare perché nonostante il tanto declamato “ SALVIAMO IL MADE IN ITALY” una parte dei prodotti appare fabbricata in Germania.
Per il pagamento ho richiesto una dilazione e mi hanno fatto un contratto con una finanziaria.
La scatola con le cose ricevute giace ancora chiusa dal momento in cui l’ho ricevuta. Nella speranza di poter rispedire indietro tutta la merce.
2 risposte
Buongiorno. Anch’io sono stata vittima di una truffa simile a questa, più precisamente la cosiddetta “truffa del sondaggio “. A differenza della signora dopo nemmeno un’ora, letto il contratto e resamo conto di quanto avevo firmato, ho inviato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno il diritto di recesso. Sto anche pensando di recarmi dai carabinieri per una denuncia
Salve signora Chiara, secondo quanto mi scrive lei può stare tranquilla. L’importante è che abbia inviato il recesso cn pec o raccomandata R/r, possibilmente allegando anche fotocopia di carta di identità (per sicurezza). Ma credo che le modalità di recesso siano indicate anche nel contratto. Per quanto riguarda la denuncia, ovviamente se vuole, la faccia ma non cambia nulla nella sua vicenda, Se dovesse aver problemi, ci contatti allo 041-5349637 (dal lunedì al venerdì 9-143 e 15-19) ma mi sento di tranquillizzarla, lei di fattoi ha esercitato il suo legittimo diritto di ripensamento (o recesso, o annullamento del contratto) nei tempi (e speros nei modi) previsti dalla NORMA.
Grazie per averci scritto
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico